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Il dissesto del capoluogo
Le varie facce del default

Basilicata

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IL DAY after della dichiarazione di dissesto è dedicato alle riflessioni. In città, anche se ancora sono pochi quelli che hanno la “percezione” del significato di default. I consiglieri comunali che ne hanno discusso durante l’ultima assise hanno un’idea chiara di ciò che è successo e di quello che succederà. Vincenzo Lofrano di “Potenza Condivisa” era tra quelli che ha sperato che il dissesto si potesse evitare, «ben consapevole - dice - delle conseguenze negative sulla collettività: purtroppo dobbiamo prendere atto che le cose sono andate diversamente. Va apprezzata, in questa vicenda, la vicinanza della regione e del suo governatore, pronto a riconoscere il ruolo del capoluogo di regione e dei servizi sovracomunali che eroga, così come vanno censurate le mozioni di consigli comunali di città vicine che anziché condanna avrebbero dovuto esprimere solidarietà , perché, non dimentichiamolo, al di là di rivendicazioni territoriali più o meno comprensibili, il default di Potenza investe negativamente tutta la regione, proprio nel momento in cui trionfa un' immagine positiva rappresentata da Matera capitale europea della cultura 2019». E a un governo di responsabilità guarda Forza Italia. Il segretario provinciale, Nicola Pagliuca lancia la sfida «basata sulla serietà con la quale le forze politiche presenti in consiglio» che sapranno farsi carico della «responsabilità del risanamento, senza giochetti ed ambiguità».

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