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Come cambiano i seggi a palazzo Campanella
Gli esclusi illustri, le conferme e le new entry

Calabria

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CATANZARO - Quando mancano ancora gli ultimissimi dati per avere il quadro completo delle elezioni regionali in Calabria, è già tempo di un bilancio sulla composizione del prossimo Consiglio regionale. Le curiosità maggiori riguardano gli esclusi eccellenti da palazzo Campanella, ma anche le new entry e le conferme.

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Nella prima categoria spiccano nomi eccellenti dell'ultima legislatura; tra questi l'assessore uscente Giacomo Mancini, terzo nella lista di Forza Italia nella circoscrizione nord con 6.897 preferenze. Ed è soprattutto il centrodestram, uscito malconcio dal risultato finale, a pagare il prezzo più caro tra gli esclusi. Restano, infatti, senza un posto in Consiglio regionale esponenti del calibro di Giampaolo Chiappetta, Mario Magno, Gabriella Albano e Clotilde Minasi.

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Nel centrosinistra non va bene per quanti avevano provato (o ritentato) l'elezione. A partire dagli uscenti Mimmo Talarico ed Emilio De Masi, ex Italia dei valori. Ed ancora, il sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio e l'ex parlamentare Fernando Pignataro. Non trovano posto a palazzo Campanella anche Francesco Talarico, che ha presieduto l'ultima assemblea consiliare, e il suo collega di partito Michele Trematerra. Sfuma in extremis il seggio per Salvatore Magarò, presidente uscente della Commissione antimafia, che ha sfiorato l'elezione per la terza volta consecutiva con i suoi tremila voti circa. 

Molte, invece, le new entry. Tra queste dovrebbe esserci anche Gianni Speranza, leader di Sel in Calabria e candidato alle elezioni primarie del centrosinistra, che però deve fare i conti con il risultato ottenuto da Gianni Nucera nella circoscrizione Sud. Quindi, il segretario regionale di Confagricoltura, Mauro D'Acri, eletto tra le fila della lista Oliverio Presidente nella circoscrizione di Cosenza. Su quest'ultima posizione, però, resta l'incognita delle verifiche in corso nei seggi di Castrolibero e che potrebbe determinare l'affermazione di Orlandino Greco.

Via libera invece per il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, forte di oltre otto mila voti conquistati nel Cosentino. Stessa provenienza per Mimmo Bevacqua, ex vicepresidente della Provincia di Cosenza durante la legislatura di Oliverio. 

Buona affermazione anche per Giuseppe Graziano, comandante del Corpo forestale in Calabria fino all’inizio della carriera politica, per lui le preferenze raccolte sono circa novemila nella Casa della Libertà. Risultato eclatante anche per Flora Sculco, figlia di Enzo Sculco, più votata nella lista Calabria in rete nella circoscrizione Centro. Nella stessa area è stato eletto il sindaco di Amaroni e dirigente del Pd, Arturo Bova, mentre da Reggio Calabria arrivano Seby Romeo e Nicola Irto.

Tra le conferme anche consiglieri del calibro di Carlo Guccione (il più votato in assoluto), Tonino Scalzo, Enzo Ciconte. Sconfitta a parte, possono comunque festeggiare l'elezione a palazzo Campanella anche gli assessori uscenti Mimmo Tallini e Pino Gentile.

 

LA DIVISIONE DEI SEGGI- In attesa che l’Ufficio centrale circoscrizionale di Cosenza completi la revisione delle schede nei due seggi di Castrolibero finiti sotto la lente di ingrandimento, è possibile delineare l’assegnazione dei seggi per il nuovo Consiglio regionale.

Fermo restando la necessità di completare i dati con le due sezioni in sospeso, la coalizione di Oliverio avrà 19 seggi, 8 quella di Wanda Ferro e 3 per quella di D’Ascola.
La fetta più grossa spetta al Partito democratico con nove seggi, cinque quelli assegnati alla lista Oliverio Presidente, tre ai Democratici e Progressisti, uno ciascuno a Calabria in rete e La Sinistra. Nulla da fare, invece, per Autonomia e Diritti, Centro Democratico e Nuovo Cdu che non hanno raggiunto il quorum del 4 per cento.
Per il centrodestra saranno cinque i consiglieri in quota Forza Italia e tre per la Casa delle Libertà. Nessun seggio per Fratelli d’Italia che non ha conquistato il quorum.

I tre seggi assegnati alla coalizione di Nico D’Ascola andranno tutti al Nuovo centrodestra, dal momento che l’Udc non ha raggiunto lo sbarramento. Restano fuori da palazzo Campanella sia la lista del Movimento 5 Stelle che quella di Domenico Gattuso.

 

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