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Oliverio vuole la svolta: subito i poteri sulla sanità
Via a riforme, incompatibili assessore e consigliere

Calabria

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COSENZA - Da una parte si continuava a festeggiare, dall’altra si iniziava a discutere con i collaboratori sulle cose da fare. Sono queste le sensazioni che si vivono nell'entourage del neo presidente della Regione, Mario Oliverio.

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Venerdì incontrerà nuovamente Matteo Renzi che sarà in Calabria, probabilmente a Gioia Tauro, dove il neo presidente illustrerà il piano per il porto che ha presentato ai calabresi in campagna elettorale. Ed in vista di questo appuntamento Oliverio, ha spiegato ai suoi più stretti collaboratori che ha intenzione di «partire con determinazione» sapendo che le scelte più difficili deve farle adesso, a inizio legislatura. Venerdì tornerà a chiedere al premier di essere nominato, così come prevede la normativa, commissario per il piano di rientro della Sanità al posto del generale Pezzi che tornerà nel ruolo di sub commissario. E poi immagina una riforma strutturale della Regione. Ai suoi più stretti collaboratori ha spiegato che il consiglio regionale appena si sarà insediato dovrà ristabilire le “regole democratiche”, rivedere la legge elettorale evitando le correzioni di fine legislatura: e pretende un sano rapporto tra Consiglio e giunta regionale. Il primo deve ritornare non solo a legiferare ma deve controllare in modo rigoroso l'attività della giunta, ha spiegato Oliverio. 

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Inoltre, ha aggiunto «bisogna ripristinare la legittimità di tutte quelle leggi approvate in questi mesi che sono state impugnate dal Governo davanti alla Corte costituzionale». Oliverio ha detto che vuole apportare una modifica significativa “cancellando” quel «mostro» creato dall’ultimo Consiglio del consigliere supplente e la parte dello Statuto che lo vincola nella nomina di tre soli assessori esterni e tre soli interni. Inoltre vuole introdurre, come avviene oggi nei Comuni e come era per le Province prima della riforma Delrio, l'incompatibilità tra il ruolo di consigliere regionale e di assessore. Un'ipotesi questa che era stata presa in considerazione anche durante la stesura del nuovo Statuto nella legislatura 2000/2005.

L'idea di Oliverio, invece, è il rispetto del dettato costituzionale della separazione dei poteri e funzioni tra giunta regionale e consiglio regionale. Con la giunta che deve amministrare e programmare e il Consiglio che deve legiferare e controllare. 

 

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