Salta al contenuto principale

"Il metodo antistronzi" di Rosa Mastrosimone
Anche un libro tra le spese pazze dell'assessore

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 58 secondi

POTENZA - Non è «La Mignottocrazia» di Nicole Minetti, che pure è costata un processo per peculato all’ex consigliere regionale lombardo. Ma nemmeno il manuale del buon amministratore. «Il metodo antistronzi: come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è». Così si intitola il titolo del libro acquistato all’Autogrill di Campagna dall’ex assessore regionale Rosa Mastrosimone. E rendicontato tra le sue spese di segreteria e rappresentanza.
E’ di 67mila euro e rotti il conto delle “spese pazze 2009” dei membri del parlamentino lucano, da cui continuano ad emergere acquisti scellerati dei generi più vari, rimborsati come costi sostenuti «per l’esercizio del mandato».
Recordman in termini di ammontare delle contestazioni è l’ex presidente del Consiglio Vincenzo Santochirico (Pd) con 10mila euro per l’acquisto di due divani, 58 panettoni e qualche pernottamento di troppo. Ma l’ex assessore dell’Idv si classifica al secondo posto con 6.800 euro, grazie a una sfilza di scontrini impressionante, che vanno dall’euro e 20 per un pacco di caramelle, ai 230 per l’acquisto di una delle quattro cornici rendicontate tra le sue «spese di segreteria e rappresentanza».
Nel mezzo c’è di tutto: la crema antirughe e quella per i piedi, i piatti di plastica, gli strofinacci, imprecisati capi di abbigliamento, una quantità di generi alimentari. Fino al bestseller dell’autogrill a firma di Robert Sutton: professore di scienza dell’ingegneria gestionale dell’Università di Stanford, in California.
Notevole anche una fattura dell’ex vice-presidente della giunta regionale Agatino Mancusi (Udc), a cui gli investigatori delle Fiamme gialle contestano 300 euro per «una cena con serata danzante, a carattere privato non istituzionale, per 20 persone». Nel giorno di Santo Stefano.
Mentre tra le accuse all’ex vicepresidente del Consiglio, Franco Mattia (Pdl), compare anche quella di essersi fatto rimborsare come spesa per attività politica 80 euro per il «soccorso e il traino» della sua Alfa Romeo in panne.
Inspiegabili i 62 scontrini e i 6 buoni di consegna mensili per rifornimenti di carburante, da 4.796 euro, rendicontati dall’ex assessore Antonio Potenza (Pu). Dato che i gestori della stazione di servizio indicata li li hanno disconosciuti e «dichiaravano di non aver mai visto Potenza effettuare rifornimenti al loro distributore».
Quanto ad Adeltina Salierno (Pd), anche lei ex e rimasta fuori dal filone che riguardato i rimborsi erogati nel 2010 e nel 2011, gli inquirenti hanno evidenziato una ricevuta fiscale per un pranzo in un ristorante a pochi chilometri da Potenza: dove l’importo iniziale, 75 euro, è diventato 175. Più 200 euro di vino acquistato in un’enoteca di Matera.
Sempre un acquisto di vino da 500 euro, per una nota etichetta di Aglianico del Vulture, è costato l’iscrizione sul registro degli indagati per il consigliere regionale Michele Napoli. Rieletto alle ultime consultazioni con Forza Italia.
Per Gennaro Straziuso (Pd), invece, si parla di 1.142 euro per un pranzo il giorno dell’Epifania, coincidente con il compleanno del figlio. Ma avrebbe anche cambiato (da 40 a 400) l’importo di una ricevuta per un pranzo (i commensali sono passati da due a 20) e, infine, ha chiesto la restituzione di circa 130 euro per il lavaggio dell’automobile sua e di quella del figlio.
Rocco Vita (Psi), infine, rischia di finire a processo per alcuni lavaggi della sua auto, 1.550 euro di contributi alla Pro loco di Brienza per la «promozione di prodotti tipici locali», e il convegno «I comuni del Melandro nella costituenda comunità locale». Oltre a 3.444 euro in francobolli: 5.740 pezzi da 60 centesimi. Niente di male se un politico scrive ai suoi elettori. Solo che secondo gli investigatori «la spesa veniva rendicontata con documenti alterati o falsificati».
L’inchiesta degli agenti delle Fiamme gialle di Potenza, coordinata dai pm Francesco Basentini e Valentina Santoro, è il terzo filone degli accertamenti avviati a ottobre del 2012 sulla gestione delle spese di segreteria e rappresentanza dei membri del parlamentino lucano: 2.600 euro al mese incassati in maniera anticipata da giustificare alla fine del periodo contabile fissato dall’ufficio di presidenza, depositando scontrini e fatture collegate.
Nell’ambito del primo, dedicato alle spese di segreteria e rappresentanza erogate nel 2010 e nel 2011, in 30 tra consiglieri regionali ed ex, inclusi il governatore Marcello Pittella e l’attuale sottosegretario alla salute Vito De Filippo sono stati già rinviati a giudizio.
Il secondo, d’altro canto, pende ancora davanti al gup, con le accuse sulla gestione dei rimborsi per i gruppi consiliari, e quelle per l’attuale presidente di Acquedotto lucano Rosa Gentile.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?