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Settimana decisiva per l'articolo 38
E intanto s'allarga il fronte per l'impugnazione

Basilicata

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POTENZA - Quella che si apre è una settimana cruciale. La cosa certa è che il fronte che vuole l'impugnazione dell'articolo 38, si allarga. La scorsa settimana del resto, gli studenti di Rionero hanno nuovamente dimostrato come il fattore G (riferito alla gioventù lucana), vuole “partecipare” ai processi che riguardano il proprio territorio. Banco di prova sarà la manifestazione in programma il 4 dicembre prossimo. Quel giorno, infatti, è prevista “la prova di forza” di coloro che chiedono al governatore Pittella, l'impugnazione. E, probabilmente, dal 4 dicembre in poi si capirà anche quali siano le intenzioni dello stesso Presidente della giunta. A cominciare dalla discussione che si avrà in Consiglio proprio quel giorno sotto l'occhio vigile della “piazza”. Sabato scorso, il delfino di Pittella, Mario Polese nella sua “festa” per il primo anno di consiliatura ha cercato di ribadire che sulla problematica c'è «il margine di trattativa» sostenendo che «si sta lavorando per raggiungere i massimi risultati». Una posizione condivisa (vedi l’odg approvato in Provincia lo scorso venerdì n.d.r.), ma che non è l'espressione della maggioranza dei lucani. Il fronte dei Comuni che hanno chiesto l'impugnazione si allarga ogni giorno di più (53 fino a ieri sera) e questo la dice lunga anche sul “clima” che di certo si respirerà il 4 dicembre prossimo. Ieri, intanto anche il coordinamento regionale di Libera è sceso in campo invitando la Regione a impugnare l'articolo 38. «Il momento – è scritto in una nota ufficiale dell'associazione - è quanto mai delicato, in considerazione del fatto il Governo ha approvato in via definitiva la legge “Sblocca Italia”  che non fa altro che anticipare, a nostro avviso in modo incostituzionale, la modifica del titolo V della nostra Costituzione che avoca allo Stato ogni decisione in materia di energia, ambiente e salute, escludendo così Regioni, Comuni e cittadini da qualsiasi possibilità di partecipazione. Se la Basilicata venisse dichiarata “Sito di importanza strategica” dal punto di vista energetico, qualunque decisione verrebbe assunta sulla testa dei cittadini e delle stesse istituzioni locali. Si verrebbero a creare così le condizioni per dare il via libera a tutte le richieste di permesso delle compagnie petrolifere che riguardano la quasi totalità del territorio lucano». Per Libera «dopo vent’anni di estrazioni  è sotto gli occhi di tutti che il petrolio non ha portato benessere ma un complessivo peggioramento della qualità della vita nei territori coinvolti». L’associazione contro le mafie invita a puntare sul risparmio, efficienza energetica, energia rinnovabile democraticamente controllata sono le parole-chiave per un nuovo modello energetico che porterebbe con sé moltissimi benefici: ambiente, salute e lavoro, un lavoro pulito, sano, utile al benessere della collettività.  Insomma, dice Libera, «per pensare al futuro è necessario costruire un sistema che metta al centro, piuttosto che il profitto per pochi, la salvaguardia dei beni più preziosi: acqua, aria, terra, cibo, in definitiva la buona qualità del vivere comune».

 

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