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La piazza & il palazzo

Basilicata

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Ieri Giuseppe De Rita, a proposito della crisi degli organismi intermedi (partiti, sindacati, associazioni), invitava chi ha fatto della rottamazione il suo metodo di leaderismo a iniezione diretta con il popolo, ad ascoltare la piazza. Il consenso basato sul colpo di fulmine frana in maniera violenta così come scatta. Forse c'è una terza via tra l'assemblearismo e il leaderismo. Se quegli organismi intermedi che tutti vogliono eliminare sapranno capire che siamo in un’epoca nuova. Specie in una regione dove hanno rappresentato tutto. La piazza di oggi è contro la politica, non contro il petrolio. Il palazzo e la piazza non si parlano più. Non si è ancora trovato il meccanismo della nuova partecipazione. Non può essere a colpi di tweet. La piazza continuerà a battere all'infinito, il Palazzo continuerà a mettere maxischermi, ognuno ci mette il carico del suo vissuto, delle sue convinzioni, della sua rabbia. Temo che non ci sia nessuna volontà di incontrarsi. Ma c'è anche il rischio che il protestantesimo autentico di molti lucani, cresciuto più di quanto i principi della protesta abbiano calcolato cavalcando per convenienza le 95 tesi sul petrolio, finisca sedato in un inganno. Se pure oggi il Consiglio dovesse decidere di impugnare l'art.38 non basterebbe. In questo momento non c'è niente che possa bastare. La corruzione della chiesa è dei papi ma si incendiano i libri della dottrina.

l.serino@luedi.it

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