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La goccia che fa traboccare Sel
Dopo il voto in aula Giannino Romaniello lascia

Basilicata

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POTENZA - Poche parole, ma molto significative. Quelle che la coordinatrice regionale di Sinistra ecologia e libertà, Maria Murante, ha inviato agli organi di informazione subito dopo il voto di giovedì scorso: «Sel Basilicata prende le distanze dalla posizione assunta dal consigliere regionale Romaniello sullo Sblocca Italia, contraria a quella del partito». E il giorno dopo, a rincarare la dose contro l’ex segretario della Cgil, ci pensa direttamente il coordinatore nazionale del partito, Nicola Fratoianni: «Sel si batte perché tutte le Regioni interessate alle estrazioni petrolifere, impugnino davanti alla Corte Costituzionale il testo dello “SbloccaItalia”. La posizione di Sel su questo tema è chiara e nessuno può utilizzare il simbolo per iniziative e scelte che non possono che produrre confusione e sconcerto. Chi ha deciso di fare altro ne tragga le conseguenze». Insomma, una sorta di defenestrazione, anche se non menzionata esplicitamente. Solo che, prima ancora che arrivasse il comunicato dal nazionale, Romaniello ci aveva già pensato da sè. Con un nota a metà mattinata di ieri ha annunciato la sua uscita da Sel. «La mia posizione non coincide con quella di chi oggi rappresenta il partito. Ciò deriva - spiega nel comunicato - da diversità politiche che non ho mai nascosto e che con le posizioni politiche nazionali e regionali assunte, nonché con i comportamenti e le dichiarazioni fatte, sono ormai inconciliabili».
E così, all’indomani, della giornata clou sul fronte del petrolio lucano, si consuma lo strappo definitivo tra l’unico esponente di Sel in Consiglio regionale e il resto del partito.

m.labanca@luedi.it

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