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Tra Sel e Romaniello
è guerra aperta

Basilicata

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POTENZA - Un vecchio adagio popolare raccomandava di “lavare in casa i panni sporchi”. Ma evidentemente deve essere più facile da dire che da praticare. Almeno per quanto riguarda i dirigenti di Sinistra ecologia e libertà e il consigliere regionale Giannino Romaniello.
Dopo il voto a favore in Consiglio regionale di Romaniello sul documento del centrosinistra (che impegna il presidente della giunta a mediare con il governo nazionale al fine di ottenere modifiche all’articolo 38 dello Sblocca Italia prima di procedere a impugnare lo stesso articolo alla Corte costituzionale) è accaduto di tutto. Prima c’è stata la nota della segretaria di Sel, Maria Mutante che ha tuonato contro la decisione del consigliere. E poi lo stesso Romaniello ha ufficializzato la propria uscita dal partito.
E fino a quel punto la questione era rimasta su un piano politico. Confronto duro ma “accettabile”. Poi ieri ieri c’è stata l’escalation sul web. E dalla polemica politica si è passato al rancore per fatti avvenuti all’interno del partito negli ultimi anni.

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