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Wanda Ferro non si arrende e annuncia il ricorso al Tar
«Incostituzionale escludere il candidato arrivato secondo»

Calabria

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CATANZARO - Una volta proclamato il nuvo presidente della Regione Calabria Mario Oliverio (LEGGI) e ufficializzati i consiglieri che comporranno la nuova assemblea regionale (LEGGI I NOMI) l'ultimo nodo che resta da sciogliere è di natura squisitamente politica ma avrà strascici giudiziari. Sarà la candidata presidente del centrodestra Wanda Ferro a ricorrere ai giudici amministrativi per chiedere l'attribuzione di un seggio.

La sua presa di posizione, però, è stata fatta senza attacchi ma nel segno della più assoluta moderazione: «Pur trattandosi - afferma Wanda Ferro - di una decisione importante, per la verità insolitamente già da troppe parti 'annunciata', e pur accogliendola serenamente non posso nascondere le mie perplessità per quanto stabilito dall’Ufficio centrale regionale, che ha comportato la mia esclusione in direzione contraria alla legge costituzionale che vede nel candidato alla presidenza arrivato secondo il leader in consiglio regionale a tutela delle minoranze. Porremo comunque le nostre motivazioni alla base del ricorso di fronte al Tribunale amministrativo, che già nel 2010 si era espresso con chiarezza a favore di Loiero confermandolo consigliere regionale, per fare valere non solo le mie ragioni di candidato escluso per una insolita interpretazione contraria alla norma, ma soprattutto per affermare il principio democratico di imprescindibilità della rappresentanza del candidato della coalizione sconfitta, a cui il consenso di centinaia di migliaia di cittadini attribuisce di fatto la responsabilità di guidare l'opposizione».

«Nello staff di Wanda Ferro - è scritto nella nota - la notizia è stata interpretata nelle più diverse sfumature: a partire dal fatto che nonostante tutte le argomentazioni prodotte, redatte da un pool di legali di valore, e pur davanti a precise richieste ci sia stata l’assoluta mancanza di motivazione della decisione da parte del collegio, mentre sarebbe stato utile far comprendere a tutto il corpo elettorale le ragioni per le quali non sia stata applicata la legge costituzionale e lo stesso Statuto regionale». «Le richieste di motivazione - prosegue la nota - e di applicazione della norma sono dunque rimaste domande senza risposta, non certo un contradditorio: eppure da più parti era stato detto, in questi giorni, che la legge elettorale deve essere applicata e non interpretata. In molti poi esternano perplessità sul fatto che il verbale dell’Ufficio centrale regionale fosse stato già predisposto da diverse settimane (pare dal Dipartimento Avvocatura Regionale non prevedendo, al contrario degli anni passati, l’elezione del miglior secondo) prima ancora che lo stesso collegio di giudici si esprimesse. Pare inoltre che gli stessi uffici della Regione, rispondendo tempo addietro ad un quesito tecnico del Ministero dell’Interno, avessero detto che il candidato arrivato secondo non sarebbe entrato in Consiglio. Una presa di posizione quanto meno non neutrale ed inusuale, ma a che titolo? E perché? E soprattutto, perché non espressa e motivata chiaramente sul sito della Regione dedicato alle elezioni?" «Interrogativi - conclude il testo - ai quali sarebbe il caso di dare una risposta a tutti gli elettori calabresi».

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