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Regione, Oliverio si insedia: «Subito lotta a povertà». E annuncia che nel 2019 non si ricandida

Calabria

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CATANZARO – Il neo governatore si insedia a Palazzo Alemanni, in nome della normalità, perchè è così che immagina la sua Calabria: sobria e normale. Dopo i saluti di rito, i baci a figlia e nipoti che lo hanno atteso (a sorpresa) a Catanzaro ecco il passaggio di consegne con la presidente facente funzioni, Antonella Stasi (che lo attendeva nel suo ufficio). 

IL GRAFICO: GLI ELETTI IN CONSIGLIO REGIONALE

Alle 12.40 circa incontra la stampa. E' commosso. Ma va dritto al nocciolo delle questione. Annuncia che i 40 milioni del fondo sociale europeo verranno usati per contrastare la povertà, punta all'Europa il neo governatore, anche se sa che recuperare i fondi persi (perché la rendicontazione andrebbe fatta entro la primavera) non è cosa facile per i Por 2007 – 2013. 

Sa che i rifiuti sono una delle priorità che dovrà affrontare per prima, insieme alla sanità di cui vuole prendere le redini da commissiario–governatore. In ordine alla politica afferma che la sua giunta sarà allargata, perchè avrà consiglieri delegati così da far tornare la politica sui territori. Non fa nomi, naturalmente, e neanche parla dei critieri che adotterà per l'esecutivo. Ma dice fin da subito che cambierà la legge elettorale che trova assurda sia per quanto concerne il consigliere supplente che per la mancanza di parità di genere. Ammette che non fare entrare la Ferro in consiglio regionale è stato un errore, anche se è frutto dell'ultima norma in materia di voto, approvata dall'assise di Palazzo Campanella. Così come vorrevve mutare lo statuto per arrivare all'elezione diretta del presidente. 

Oliverio dice che non vuole essere rieletto, che cinque e basta saranno gli anni che resterà a fare il governatore. Non pensa a secondi mandati (a differenza di quanto fece Giusepe Scopelliti) e neanche ad altri ruoli. Usa parole semplici. E si prefigge come compito, oltre che interloquire col governo, come sta già facendo, anche di incontrare le forze sociali. Alla Chiesa chiederà sostegno. Anche se non ci sono scadenze, è chiaro che il primo appuntamento adesso è cercare di costruire la squadra in tempi brevi.

Sull'ipotesi di apertura ad altre forze politiche (a partire dal Ncd), annuncia: «La maggioranza che è stata eletta sarà la maggioranza che esprimerà il governo della Regione. Ciò non significa - ha aggiunto - che verrà eretto un recinto. Siamo pronti a lavorare, sul merito delle questioni che interessano la nostra regione, con tutte le forze che sono in Consiglio regionale improntando la nostra attività al massimo rispetto tra maggioranza e opposizione e al confronto costruttivo. No, dunque, al consociativismo ma confronto sul merito».

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