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Acquedotto Lucano: pronta la rivoluzione
Via il presidente, il direttore generale e il cda

Basilicata

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POTENZA -Via il presidente e il direttore generale. Verrà nominato, al loro posto, solo un amministratore unico. Pronta la rivoluzione all’Acquedotto lucano su cui da mesi lavora Marcello Pittella. Sparirà anche il Consiglio di amministrazione a tre. Riduzioni di indennità anche per il prossimo collegio sindacale.
In pratica il risparmio annuo sull’attuale monte stipendi dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 - 500 mila euro. Il tutto dovrebbe avvenire all’inizio del 2014 contestualmente al rimpasto della giunta regionale. La riforma dell’Acquedotto lucano quindi avverrebbe ben prima della scadenza naturale dell’attuale dirigenza il cui mandato scade nella prossima primavera. Tutto rientra quindi in quello schema che il presidente della Regione ad agosto in una concitata assemblea congressuale del Partito democratico chiese ad Antonio Luongo che era in procinto di essere eletto segretario regionale. E cioè cambio parziale della giunta, ma in un contesto complessivo in cui venivano messe a sistema anche tutte le nomine degli enti più importanti. Acquedotto lucano compreso.
Il 12 gennaio, a tal proposito è stata convocata la riunione dell’Assemblea ordinaria dell’ente. Al netto dei punti all’ordine del giorno (relazione sulle attività di gestione e sugli investimenti; individuazione del Modello di governance; varie ed eventuali) la riunione sarà il primo passaggio per la comunicazione del “lifting” a cui sarà sottoposto l’ente. La riforma dell’Acquedotto lucano così come dovrebbe essere presentata e ufficializzata nelle prossime settimane è stata in pratica già immaginata. Almeno nella nuova forma di governance. In pratica il presidente dell’ente Rosa Gentile e il direttore generale Donato Marotta non verranno riconfermati. Non si può escludere che uno dei due venga poi nominato nel ruolo di Amministratore unico. Ma dalle indiscrezioni pare che la rivoluzione sarà anche nei nomi dei vertici. E ci sono anche le prime indiscrezioni su chi potrebbe prendere il timone dell’ente. Si parla dell’ex assessore regionale e dirigente del Pd, Luca Braia, dell’attuale direttore generale della Società energetica lucana, Michele Vita e del Commissario dei Consorzi di bonifica unificati Giuseppe Musacchio. Ma non si escludono “sorprese”. Negli equilibri che porteranno alla formazione della nuova giunta regionale potrebbe per effetto domino anche arrivare ad Acquedotto lucano un big (non consigliere regionale ovviamente) del Palazzo della Regione.
Al netto dei nomi dell’amministratore unico che sarà, quello che emerge è la riforma strutturale dei vertici aziendali. Al posto del presidente e del direttore generale i cui stipendi sommati annualmente valgono oltre 300 mila euro ci sarà un amministratore unico il cui stipendio dovrebbe essere in linea (un pò meno) di quello che percepisce un consigliere regionale: meno di 100 mila euro. Spariranno anche i consiglieri di amministrazione con un risparmio per le casse pubbliche di una cifra totale che si aggira sui 150 mila euro. mentre per il collegio sindacale dovrebbe essere prevista una indennità totale pari a quella che percepiscono per un comune capoluogo. Anche in questo caso il risparmio sarebbe pari a qualche decina di migliaia di euro.
Per rimanere alle questioni dell’ente c’è da registrare anche agitazione da parte dei sindacati per i mancati accordi contrattuali che pure erano previsti.

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