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Verso il rimpasto della giunta regionale
Benedetto (Cd) alza i toni

Basilicata

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POTENZA - Tanto più si avvicina il possibile rimpasto della giunta regionale tanto più iniziano a infiammarsi gli animi di quelli che senza tanti misteri sperano in una poltrona da assessore. E non solo per quanto riguarda le dinamiche intestine al Pd dove pure le grandi manovre di Luongo per consegnare a Pittella una lista di candidati appetibili continuano senza soluzione di continuità.
Già detto dello schema un pò conservatore che vedrebbe il ritorno alla Regione dell’attuale deputato Vincenzo Folino accompagnato dal sindaco di Matera (che quindi non verrebbe ricandidato), Salvatore Adduce si ragiona anche sul resto. Su altri schemi magari più semplici da digerire per il governatore Pittella.
Ovviamente il campo centrale resta quello del Pd dove nonostante la via maestra pare quella di nomine esterne continuano a circolare con insistenza per un posto in giunta anche i nomi di Piero Lacorazza e Vito Santarsiero.
Ma c’è un tema che rischia di far saltare il tappo. E cioè quello relativo ai partiti minori. Praticamente chiusa la vicenda socialista con la nomina all’Asi del dirigente del Psi, Antonio Bochicchio di Avigliano, restano alla finestra Centro democratico e Realtà Italia.
Ma se il pittelliano Paolo Galante di Realtà Italia non mostra nervosismo diverso è il tenore delle dichiarazioni dell’esponente di spicco di Cd, Nicola Benedetto che non ha mai fatto mistero di ambire a tornare a fare l’assessore regionale. Per lui magari sarebbe più semplice la corsa alla presidenza del Consiglio qualora Lacorazza diventasse assessore.
Ma intanto ieri Benedetto in una nota ha tuonato: «Il tempo della ragionevole disponibilità è scaduto. Con la manovra finanziaria di fine anno Pittella deve rivelare con chiarezza quale destino pensa per la nostra gente e i nostri territori».
Nicola Benedetto quindi è passato all’attacco dell’attuale giunta regionale: «Abbiamo perso un anno: nella formazione nemmeno un bando serio in grado di garantire posti qualificati; neanche una fabbrica ha aperto perché i bandi sono farraginosi ed inadeguati; per i giovani la strada obbligata è andare via; la povertà dilaga. I tempi e i problemi dei lucani non sono quelli del Pd, mentre il governatore dovrebbe seriamente tirare le somme della Giunta di non lucani che ha esautorato persino forze sociali e produttive da ogni forma di interlocuzione».

sal.san.

 

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