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Una sintesi nel Pd: giunta di esterni
Incontri tra i dem e gli alleati, domani da De Luca

Basilicata

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POTENZA - C’è un auspicio comune e diffuso e che torna nei commenti di tutti. Ieri l’assessore Annalisa Percoco lo ha ribadito durante l’incontro istituzionale sulla riforma degli enti locali con il Viminale. «Il ruolo del Comune è quello del livello istituzionale più vicino ai territori e alle comunità». Ecco perché la città di Potenza deve avviare il percorso di risalita».
Il clima però non sembra quello più adatto. La sensazione a Palazzo di Città è che la situazione politica si sia ingarbugliata. La tempistica per la definizione delle larghe intese e il futuro della città sembra dilatarsi.
Nel frattempo il presente scorre su due livelli. Il primo, contabile, fatto di conti ingessati e fondi mancanti. Con il dissesto finanziario (approvato alcune settimane fa) l’azione amministrativa si è fatta complicata anche a livello burocratico. Tra qualche giorno dovrebbe arrivare in Municipio la commissione liquidatrice che si farà carico della massa debitoria (il disavanzo per il solo 2014 è stato quantificato in 24 milioni di euro). Il governo cittadino, invece, dovrà stilare un bilancio di previsione riequilibrato, facendo affidamento solo su introiti da tributi, trasferimenti ordinari e, forse, il contributo regionale che potrebbe arrivare dalla promessa legge sui servizi del capoluogo. Al momento, però, la necessità economica della città non è certo un tema risolto: il pressing sulla Regione per ottenere un sostegno importante, di almeno venti milioni di euro, è costante.
C’è poi un secondo livello su cui scorre la vita dell’ente, ed è quello politico. Il sindaco De Luca, al momento senza maggioranza in aula, ha chiesto a tutti i partiti di lavorare insieme per dare vita a «un governo di rinascita cittadina». Tutte le forze dell’arco consiliare hanno dato disponibilità a collaborare. Ma il principio generale impatta poi sulle modalità di realizzazione delle larghe intese.
In particolare è nel centrosinistra il fronte più caldo. Diverse le posizioni di ciascuna sigla, soprattutto rispetto al profilo della giunta che dovrà nascere dal rimpasto. Si dovrà trovare l’equilibrio anche con quel pezzo di centrosinistra guidato dai moderati di Roberto Falotico. L’ex candidato sindaco ha posto l’idea di un ingresso politico in giunta come ipotesi più che plausibile. Il teman tra i democratici è stato affrontato con una risoluzione diversa.
In casa dem la riunione di gruppo di lunedì sembra essere stata risolutiva. Il Pd ha raggiunto una posizione unitaria che adesso dovrà proporre agli alleati, prima della nuova convocazione da De Luca, fissata domani per tutto il centrosinistra.
I democratici sarebbero orientati a sostenere l’idea di una giunta di esterni, in cui l’eventuale riconducibilità politica dei profili segnalati non faccia capo alle parti più radicali dello schieramento di De Luca. È con Fratelli d’Italia e Forza Italia che il Pd avrebbe difficoltà ad immaginare un governo basato su principi comuni.
In caso di giunta di esterni il Pd sarebbe pronto ad accogliere una collaborazione, purché - questa la posizione netta condivisa da tutti - non si replichi la scelta fatta nel primo governo De Luca, con un esecutivo nominato senza alcuna condivisione. C’è ancora un nodo sulle postazioni assessorili: circola in queste ore l’idea di poter dare un segnale, vista la fase di dissesto, e abbattere a sei il numero di assessori in giunta.
Non sarà semplice arrivare a una quadratura e i tempi per la chiusura del cerchio sembrano un po’ più lunghi di quelli previsti.
A complicare il tutto, il prossimo rimpasto della giunta regionale. Il caso Potenza, per il portato della vicenda politica del capoluogo e per quello che rappresenta nelle dinamiche dei partiti, in entrambi gli schieramenti, non potrà essere trattato al di fuori degli equilibri generali regionali.

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