Salta al contenuto principale

Botti politici di fine anno: oggi ultimo consiglio regionale
Ancora strascichi di polemica sull’articolo 38

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 34 secondi

POTENZA - Si chiude l’anno alla Regione con l’ennesimo sviluppo sul petrolio e l’articolo 38 dello Sblocca Italia. Stamani alle 10 e 30 è prevista la consueta conferenza di fine anno del presidente della Regione. Poi subito dopo nel pomeriggio si svolgerà l’ultima seduta di Consiglio. Ed è prevedibile che saliranno, per l’ennesima volta, i toni sulla infinita storia dell’articolo 38 e la sua possibile impugnazione davanti la Corte Costituzionale.
Perchè all’ordine del giorno della massima assemblea legislativa regionale è iscritta una mozione a firma dei consiglieri regionali Giannino Romaniello (ex Sel) e Franco Mollica dell’Udc. I due nella seduta del 4 dicembre scorso (quella delle proteste di Mo basta davanti ai cancelli del palazzo della Regione) votarono a favore della risoluzione del Pd per congelare qualsiasi decisione sull’impugnazione dell’articolo 38 fino all’approvazione della legge di Stabilità del governo Renzi in cui erano attese modifiche appunto sulla questione delle competenze tra Stato e Regione in materia di concessioni petrolifere (oggetto del discusso articolo 38).
Il punto politico oggi è: sono sufficienti le modifiche apportate dal governo per giustificare il no al ricorso alla Corte Costituzionale? Per il Pd e Pittella diovrebbe essere così. Per gli altri è tutto da vedere. Sicuramente Mollica e Romaniello avranno altro da aggiungere (magari per smarcarsi dal Pd) altrimenti non si spiegherebbe la mozione.
In tutto questo sono anche i giorni della Finanziaria regionale. Si va per l’approvazione all’inizio del nuovo anno. Possibile che Marcello Pittella nella conferenza odierna offra qualche spunto in più sulla legge economica della Regione. E non si esclude che la questione possa essere anche discussa in Consiglio. All’ordine del giorno le tre leggi che compongono la legge Finanziaria regionale 2014 è segnata come “varie ed eventuali nel frattempo licenziate dalle Commissioni”. Ma tutto è legato a come si svilupperà il dibattito sul petrolio.
Per il resto emergono altri numeri e dettagli della Finanziaria da 3, 3 miliardi di euro che il Consiglio si appresta a discutere: un’anticipazione ne verrà data nella conferenza stampa di fine anno che il presidente Pittella ha convocato per questa mattina, per tracciare un bilancio sulle attività svolte nell’anno che sta per chiudersi.
Dalla riforma della governace dell’acqua, all’aeroporto di Pontecagnano, passando per i fondi a sostegno della competitività della aziende, alfabettizzazione digitale, efficientamento energetico e dalle misure di semplificazione. Ma nelle maglie della nuova Finanziaria non mancano i punti che hanno già messo l’opposizione sul piede di guerra. A partire dalla nuova proroga di tutti i precari fino al 2015, anche quelli del Po Fesr - che da tempo vanno avanti con contratti rinnovati - a dispetto di quanto lo stesso governatore aveva annunciato qualche mese fa. Tra le previsioni per il 2015 c’è anche l’istituzione di un dipartimento ad hoc attestata presso la presidenza della Giunta, che gestirà la stazione unica appaltante. Costo stimato: 200.000 euro. Ma ieri a finire sotto la ghigliottina del consigliere di FdI, Gianni Rosa, che promette battaglia a una legge di Stabilità “della rivoluzione che non c’è” è stato un altro articolo della legge Finanziaria. Quello relativo ai contributi per nefropatici, dializzati e talassemici previsti dalle precedenti regionali. Che nelle nuove previsioni saranno ridimensionati. O meglio, ad averne diritto sarà una platea ristretta rispetto a quanto accadeva prima. Il contributo sarà riconosciuto solo a coloro che hanno un reddito familiare inferiore a 14.000 euro annui. La normativa precedente si basava su tre scaglioni: il primo fino a 26.506 euro, con un contributo mensile di 238 euro; il secondo da 25.507 euro a 31.950 euro, con contributo mensile di 119 euro. Nessun contributo, invece, per coloro con un reddito superiore a 31.950 euro. Con questa modifica, invece, il primo scaglione reddituale va da 0 a 5.000 euro, con un contributo di 240 euro; il secondo da 5.001 euro a 10.000 euro, con un contributo di 120 euro; il terzo da 10.001 a euro 14.000, con un contributo di 60 euro.
Una decisione «assurda» per il consigliere Rosa che mette in evidenza come in un momento di crisi come questo, le famiglie avrebbero bisogno di più sostegno. L’assessore alla Sanità, Flavia Franconi, aveva già avuto modo di spiegare i motivi della previsione: la natura del contributo avrebbe, in parte, carattere di sostegno rispetto ai costi di trasporto mentre il trasporto dei pazienti nefropatici è effettuato gratuitamente. Spiegazioni che però, per il consigliere d’opposizione, non bastano. «A nostro parere - spiega - bisognerebbe attenersi di più alla lettera della norma che definisce tali contributi “assistenza economica” e non rimborso spese.
Con questo provvedimento la Giunta vuole drasticamente diminuire il numero dei beneficiari per rimediare alle inefficienze della stessa politica che ha creato un arretrato di oltre 7 milioni di euro nel pagamento di tali contributi, fermo al primo semestre del 2013». Soprattutto, per Fratelli d’Italia tradisce lo stesso slogan del presidente a favore di “ultimi e penultimi”. «Così - conclude - la funzione sociale delle istituzioni perde di significato. A chi soffre, a chi ha gravi patologie il governatore chiude le casse regionali, che però sono sempre aperte per le tante provvidenze verso gli amici e per i tanti sprechi cui non si vuole porre rimedio».

marlab

m.labanca@luedi.it

 

 

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?