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Effetti del dissesto su tutti i servizi
E sullo sfondo c'è sempre l'anatra zoppa

Basilicata

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POTENZA - La verità è che forse nessuno si aspettava sarebbe stata così dura. Perché il dissesto blocca la spesa e abbatte l’agibilità amministrativa, ma soprattutto piega ancora di più una comunità toccata dalla crisi e dalla povertà in crescita.
Dopo l’adeguamento dei tributi e delle tariffe per usufruire di alcuni immobili o servizi pubblici (dalla piscina agli spazi culturali), l’effetto stangata arriva anche in maniera indiretta. L’adeguamento delle soglie Isee per accedere alle agevolazioni sui servizi comunali abbatte la soglia di esenzione.
Il nuovo regolamento sarà oggi discusso e votato in consiglio comunale. Ieri, in seconda commissione consiliare (delega al Bilancio, presieduta da Felice Scarano) è stato approvato a maggioranza trasversale, con le sole astensioni di Centro democratico e, «a titolo personale», del capogruppo Pd Gianpiero Iudicello.
L’esenzione completa nei servizi di trasporto pubblico e mensa scolastica spetterà così solo ai cittadini con reddito Isee fino a 4.000 euro: molto al di sotto della soglia precedente, fissata a 8.000 euro. La presenza di una fascia di esenzione, seppur emolto ridotta, è un segnale che i consiglieri hanno voluto dare, modificando le previsioni degli uffici che avevano programmato più fasce scaglionate, ma nessuna esenzione totale.
Se l’ipotesi della commissione rimarrà invariata in consiglio, da 4.000 a 5.000 euro di reddito Isee si pagherà il 10% della tariffa; da 5.000 a 6.000 euro si pagherà il 15% del costo previsto.
Metà della tariffa spetterà per i due servizi a chi ha un indicatore Isee compreso tra i 9.000 e i 10.000 euro. E così a salire, fino a pagare l’80% della tariffa in caso di reddito Isee tra gli 11.000 e i 12.000 euro. Oltre i 12.000 i cittadini dovranno pagare il 100 per cento della tariffa stabilita.
«Questo è uno dei momenti che ci ricordano come non ci sia più tempo da perdere nel mettere in piedi il governo di rinascita cittadina e organizzare un percorso amministrativo», dice Felice Scarano. Più volte, da presidente della commissione Bilancio, ha fatto notare come l’assenza di un assessore alle Finanze crei parecchi disagi. Oggi, dopo la revoca dell’assessore Martoccia e le dimissioni del dirigente Laguardia, l’interim è nelle mani del sindaco e la dirigenza è in capo al segretario generale. Una soluzione temporanea. «C’è invece bisogno di qualcuno che, visto il momento delicato, anche dal punto di vista burocratico, si dedichi a tempo pieno ai conti e all’organizzazione delle finanze comunali».
A proposito di conti, proprio alcuni atti legati all’esercizio provvisorio (il Comune non ha approvato il bilancio di previsione) sollevano la polemica. I consiglieri Pd Nardiello, Sileo, Lovallo e Carretta hanno contestato la mancata condivisione di alcuni atti relativi a variazioni di bilancio su un fondo da un milione e 400 mila euro erogati dalla Regione per servizi culturali, in un momento in cui aumentano tariffe e tributi. «E senza che il consiglio comunale ne fosse preventivamente informato, per fare una valutazione sulle priorità che interessano la città, con particolare attenzione alle famiglie e alle fasce sociali più deboli».
«È arrivato il momento che la Regione Basilicata apra un dibattito vero sul ruolo strategico del capoluogo - scrivono - quale città erogatrice di servizi ad una comunità più ampia di quella che amministra, legiferando una posta strutturale economico finanziaria intorno ai 15 milioni di euro che possa ristorarci dei servizi che offriamo».
Contemporaneamente «è arrivato il momento che la giunta comunale del dissesto, chiamata a gestire solo la ordinaria amministrazione, coinvolga la massima assise comunale in merito a tutte le erogazioni finanziarie ed economiche che coinvolgono la comunità potentina». Non hanno mandato giù che «il consiglio sia sia dovuto ripiegare a discutere, con a disposizione poche ore, provvedimenti strategici come quello economico finanziario o come quelli che investono il riassetto del sistema dei trasporti. L’ordinaria amministrazione non può giustificare un autoritarismo amministrativo che esautora la Città e il consiglio comunale da una doverosa azione di controllo e di proposta».

s.lorusso@luedi.it

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