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Emergenza Province: autonomia di cinque mesi
Valluzzi lancia l’allarme: «A rischio servizi e personale»

Basilicata

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«SE non cambiano le cose, abbiamo un'autonomia di soli 5 mesi». Non usa giri di parole il presidente della Provincia Nicola Valluzzi per andare al nocciolo della questione.
«Siamo in una fase di caos istituzionale che si ripercuote come un macigno sui servizi al cittadino e sul personale». Le parole sono dure, ma circostanziate. Valluzzi, nella conferenza stampa di ieri, ha snocciolato dati e situazioni che potrebbero verificarsi nel breve periodo. Tradotto significa che la Provincia rischia il collasso.
«Sia chiaro. Non sono qui per preservarmi il “posto”, ma per difendere un'istituzione e soprattutto i servizi che essa eroga ai cittadini». Una situazione, quella attuale, venutasi a creare nel tempo. Ma i tagli degli ultimi anni e «il prelievo forzoso dalle proprie entrante da parte dello Stato pari a più di 16 milioni di euro» stanno dando la “spallata” a un ente che rischia di non poter pagare i proprio dipendenti.
Per far fronte a questa situazione il primo atto «non risolutivo» è il piano di esuberi, licenziato dallo stesso presidente Valluzzi lunedì scorso e che permetterà a circa 100 dipendenti che hanno i requisiti, di andare in pensione secondo quanto stabilito dalla recente circolare del ministro Madia.
Ma è con l'anno nuovo che i problemi emergeranno in tutta la loro drammaticità. Da primo gennaio, almeno secondo quanto stabilito dalla legge, la Regione dovrebbe farsi carico di quei dipendenti che lavorano in quei settori “non fondamentali”.
Servizi e personale che la Provincia si è fatta carico negli anni addietro, ma che dovrebbero passare di competenza della Regione. Stiamo parlando di circa 400 persone che hanno un costo annuale di più di 15 milioni di euro. Da via Anzio – ma è una situazione che riguarda tutte le Regioni – almeno per il momento non ne vogliono sapere di prendere nel proprio organico altre persone.
«Pertanto – riprende Valluzzi – se si sommano i tagli del Governo e il prelievo forzoso dello Stato capiamo bene che con questi numeri non andiamo da nessuna parte. Abbiamo soltanto 5 mesi di autonomia. Poi non potremmo garantire più gli stipendi ai nostri dipendenti». Durante la conferenza stampa tra i numeri citati da Valluzzi, la Provincia di Potenza nel 2014 ha raggiunto un poco invidiabile primato.
«E' la prima regione in Italia – aggiunge il presidente – che in proporzione ha subito più tagli nei trasferimenti».
Per questo motivo, nei giorni scorsi scorsi, Valluzzi ha scritto una lunga lettera alla Regione. Una richiesta di aiuto quantificata in 20 milioni di euro per «consentire – è scritto nella missiva - in questa delicata fase di passaggio la gestione delle funzioni fondamentali», ovvero scuole, strade, trasporti e ambiente, e «per la ricollocazione del personale provinciale». Valluzzi, inoltre, sempre nella lettera, ma lo ha nribadito anche durante la conferenza stampa di ieri, ha chiesto il ricorso alla Corte Costituzionale per «ottenere la modifica delle disposizioni» contenute nella legge di stabilità 2015, «che impattano in modo insostenibile sul bilancio delle Province e sul destino del personale dipendente». Secondo il presidente della Provincia, in caso contrario, gli enti «non saranno più in grado di assolvere, nell’esercizio delle loro funzioni, ai propri doveri costituzionali nei confronti dei cittadini».

g.rosa@luedi.it

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