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«Non alziamo barricate, ma costruiamo la nostra idea del Sud»
Parola a Cozzolino, europarlamentare campano del Pd

Basilicata

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«Il sud ha un’identità, oltre gli egoismi del nord. Penso ai centri storici di Matera, Lecce, Napoli. Ma non servono riforme calate dall’alto. Napoli? E’ di tutti. Non alziamo barricate, ma costruiamo la nostra idea di meridione. Si convochi l’assemblea dei presidenti di Regione. Confrontiamoci sui fondi europei, sul turismo, sui trasporti», a parlare è Andrea Cozzolino, campano, europarlamentare del Pd che boccia la proposta dei due deputati del suo stesso partito, Roberto Mourassut e Raffaele Ranucci che in gennaio chiederanno al parlamento di approvare la proposta di legge sulla macroregione che mette insieme un pezzo della Basilicata (per la precisione la provincia di Potenza), la Calabria e la Campania o la Puglia. Cozzolino ha 50 anni, dopo la svolta della Bolognina ha aderito al Pds e poi ai Ds, è stato assessore regionale alle Attività produttive negli anni d’oro di Antonio Bassolino e nell’ottobre del 2007 è stato parte all’assemblea costituente nazionale del Pd. Nel giugno del 2009 viene eletto al parlamento europeo nelle liste del Pd e risulta il più votato in lista. Nel 2014 si ricandida per uno scranno a Bruxelles e ottiene nella cirocoscrizione sud oltre 115mila preferenze. Conosce la Basilicata, la Calabria forse come la sua terra. Sa di che cosa parla quando insiste sulla sua idea di sud.

Scusi onorevole Cozzolino, ma il governatore della Campania, Stefano Caldoro è convinto dall’idea di macroregione. Pare insomma che oltre ai deputati ci sia una domanda forte di unire da parte dei presidenti di Regione, no?

Che curioso. E poi Caldoro non convoca neanche una riunione tra i suoi colleghi da cinque anni. E’ solo sciatteria la sua. E’ propaganda, magari per rubare un titolo di giornale. Da cinque anni è su quello scranno e non ha mai riunito o partecipato ad un’assemblea dei governatori.

Insomma mi par di capire che lei crede in un’identità del sud anche in un un'unica regione meridionale, solo che questa sua idea non combacia con quella di Mourassat e Ranucci. La deputata calabrese del Pd, Bruno Bossio pensa a una macroregione che rispecchi proprio la circoscrizione sud del voto europeo. Lei è per la seconda volta stato eletto a Bruxelles, sa di che territori parla.

Già e proprio per questo le dico che il meridione ha una sua identità. Vede è sciocco aver paura delle contaminazioni, anzi quelle arricchiscono, fanno parte della nostra storia di meridionali. E’ necessario però che le riforme non siano calate dall’alto, è importante che si parta dalla base, confrontandosi tra governatori, per esempio su temi cruciali. Cose concrete insomma come i progetti dei fondi comunitari, magari creando una piattaforma logistica che punti a incentivare i flussi turistici. Matera è patrimonio del mondo, come Napoli, Lecce. Io auspico una rete, un dialogo.

Una macroregione no?

Sì, ma non certo come quella prospettata dai due deputati che è un’accozzaglia di territori. Non possiamo più fare l’errore di vederci imposte dall’alto le riforme, come quella fiscale che non è servita certo al sud d’Italia. Vede questa proposta di unione presentata alla Camera sarà bocciata e fra un anno di quest’idea non si parlerà più. Se vogliamo invece lavorare sul sud io propongo che la parte costituente sia diretta dai governatori. Ecco facciamo che inizi a camminare da solo questa parte d’Italia.

Difficile, in fondo non ci si mette d’accordo neanche all’interno del proprio territorio.

Vede servono ampi orizzonti, visioni più grandi se si vuole uscire dalla crisi, se si vuole che i progetti europei diventino non sprechi, ma opere imponenti. Se è vero che il turismo è il volano dell’economia di una parte meravigliosa d’Italia. Se si perde quest’occasione si è solo stupidi.

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