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Salta il dibattito sulla Finanziaria
La maggioranza ignora l’opposizione che si offende

Basilicata

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POTENZA - L’opposizione sale sugli scudi. Uno stop all’improvviso. Inatteso. Sono circa le 19, i lavori del Consiglio regionali sono sospesi. Si attende la ripresa per iniziare a parlare della Finanziaria regionale. Le previsioni sono che si vada fino a serata inoltrata con il dibattito iniziale e poi ci si aggiorni a oggi per il proseguio dei lavori con la presentazione da parte della giunta del consueto maxi emendamento e un dibattito fiume fino a notte fonda per l’approvazione. Nelle intenzioni.
Ma il banco è saltato perchè i consiglieri di minoranza hanno prima denunciato «una grave offesa istituzionale» e poi hanno abbandonato la sala del Consiglio. A quel punto, il presidente della giunta regionale Marcello Pittella e quello del Consiglio, Piero Lacorazza ne hanno preso atto e hanno rinviato a oggi tutto il dibattito dopo i chiarimenti in aula del capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli.
Insomma si ricomincerà oggi dal principio perchè di fatto ieri di Finanziaria non se ne è proprio discusso.
Ma intanto la prima giornata consiliare di ripresa dopo la pausa natalizia si è chiusa tra le polemiche. Il fatto: mentre era in corso la riunione dell’assemblea che in mattinata si è concentrata sulle mozioni e in particolare sul tema dell’eutanasia, c’è stato il presidio dei lavoratori delle Province che chiedono da settimane l’intervento della Regione (con misure economiche specifiche nella Finanziaria) per scongiurare il rischio di licenziamenti in seguito alla riforma del governo nazionale con la legge Delrio.
Nel pomeriggio in particolare una delegazione dei lavoratori provinciali e i sindacati di settore sono stati ascoltati dal governatore Pittella. Poi il “caso”. I lavoratoti guidati dai sindacalisti si sono fermati a discutere con i capigruppo e i consiglieri regionali della maggioranza. Da quanto si è appreso i lavoratori sarebbero stati in qualche maniera rassicurati sulla volontà dei legislatori del centrosinistra di immaginare delle soluzioni immediate.
Ma non sono passati pochi minuti che è scoppiata la polemica. Secondo le ricostruzioni, al rientro dei consiglieri di maggioranza in aula, Vito Santarsiero (Pd) avrebbe informato Franco Mollica (Udc) della riunione con sindacati e lavoratori.
Immediata la reazione “indignata” di Mollica.
A quel punto i consiglieri di opposizione si sono chiusi per circa un’ora nella sala delle riunioni private adiacente alla sala consiliare. Alla fine della riunione immediata convocazione di una conferenza stampa con i giornalisti presenti.
Hanno preso la parola tutti i consiglieri di minoranza; Franco Mollica dell’Udc, Giannino Romaniello (gruppo misto), Gianni Rosa (FdI), Aurelio Pace (PpI), Michele Napoli e Paolo Castelluccio di Forza Italia e Gianni Leggieri e Gianni Perrino nell’M5S.
Ha preso la parola per primo Mollica: «Oggi si è consumato uno sgarbo istituzionale che ci ha portati a prendere questa decisione. Riteniamo che la complessa e delicata vicenda delle Province non riguardi soltanto la maggioranza ma l’intero Consiglio regionale ed è una questione per la quale nessuno deve appuntarsi medaglie sul petto. Vi è bisogno del contributo di tutti per tentare di trovare una soluzione all’insensato disegno di riorganizzazione partorito dal Governo nazionale. Domani mattina incontreremo il Presidente Pittella per chiedergli conto dell’accaduto». «E’ la seconda volta – ha continuato Romaniello - che si verifica un episodio simile, alcuni giorni fa, sulla questione, vi è stato un primo incontro e sempre solo con la maggioranza. Temi così importanti non possono essere affrontati con le solite vecchie logiche, né sono interesse solo della maggioranza. Il destino dei lavoratori sta a cuore a tutti». Pace infine nel rivendicare un anno di assoluta responsabilità da parte di tutta la minoranza, ha detto «no a metodi di collaborazione a giorni alterni. E’ intollerabile la linea adottata dalla maggioranza, come è impensabile che si strumentalizzi una simile vicenda. Noi ci siamo accollati i nostri doveri, lo stesso atteggiamento lo chiediamo al ‘Partito-Regione». Durissime anche le parole di Leggieri e Perrino e di Napoli.
Se questi sono i presupposti il dibattito oggi in aula sarà durissimo.

s.santoro@luedi.it

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