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La Regione si impegna
ma soldi non ce ne sono

Basilicata

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UNA vittoria significativa l’hanno ottenuta. Il blocco del Consiglio regionale è un segnale preciso di una situazione che potrebbe scoppiare da un giorno all’altro in tutta la sua drammaticità. I sindacati di Cgil, Cisl e Uil prima dello scoppio della polemica (leggere articolo di Salvatore Santoro) hanno incontrato il governatore Pittella. Il Presidente della Giunta ha sostanzialmente confermato quanto già detto in occasione dell’incontro del 30 dicembre scorso. C’è la disponibilità all’apertura di un capitolo ad hoc, ma, al momento, mancano le risorse. Si tenterà di mettere qualcosa “nero su bianco” (che sfoci magari in un protocollo d’intesa) nel tavolo di studio che si aprirà tra la fine di questa e l’inizio della prossima settimana. «Molte regioni - ha detto il segretario regionale di Fp Cisl, Elisabetta Pennacchia - hanno già legiferato in questo senso. La Basilicata, nonostante i vari solleciti, ancora non ha fatto nulla». Dunque la definizione di una legge e magari lo stanziamento dal Fondo sociale europeo di risorse, resta l’obiettivo per evitare che la situazione degeneri ulteriormente. Nel frattempo resta da valutare - attraverso una mappatura - la capacità ricettiva di altri enti regionali. Al momento, dunque, resta una situazione di stallo che non fa altro che aumentare la preoccupazione dei lavoratori che ancora ieri (erano un centinaio) hanno presidiato l’ingresso della regione, occupando successivamente e in modo pacifico la guardiola che dà sull’aula del Consiglio.
Intanto sul piano strettamente politico c’è stato solo qualche ufficioso passaggio. Non fondamentale evidentemente. Con ogni probabilità quell’aiuto chiesto da Valluzzi di 20 milioni di euro non arriverà. Se ne parlerà dopo il consuntivo e l’assestamento di bilancio regionale. Allo stato attuale la Regione non ha le risorse per prendersi in carico il personale. Pertanto la profezia politica del presidente della Provincia, annunciata in tempi non sospetti, sta diventando una triste realtà. In una conferenza stampa della scorsa settimana aveva sostenunto che: «se non cambiano le cose, abbiamo un'autonomia di soli 5 mesi» aggiungendo che «siamo in una fase di caos istituzionale che si ripercuote come un macigno sui servizi al cittadino e sul personale». Una situazione, quella attuale, venutasi a creare nel tempo. Ma i tagli degli ultimi anni e il prelievo forzoso dalle entrate della Provincia da parte dello Stato pari a più di 16 milioni di euro stanno dando la “spallata” a un ente che rischia di non poter pagare i proprio dipendenti. Per far fronte all’emergenza la Provincia ha predisposto un piano di esuberi e permetterà a circa 100 dipendenti che hanno i requisiti, di andare in pensione secondo quanto stabilito dalla recente circolare del ministro Madia.
«Pertanto – aveva detto Valluzzi – se si sommano i tagli del Governo e il prelievo forzoso dello Stato capiamo bene che con questi numeri non andiamo da nessuna parte. Abbiamo soltanto 5 mesi di autonomia. Poi non potremmo garantire più gli stipendi ai nostri dipendenti».

g.rosa@luedi.it

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