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Regione, dopo il voto in Consiglio nel Pd scoppiano
i mal di pancia: Oliverio e Magorno a lavoro

Calabria

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REGGIO CALABRIA – I mal di pancia nel Pd e, più in generale, nel centrosinistra aumentano in forma esponenziale dopo la seduta del Consiglio regionale (LEGGI). Il primo, in ordine di tempo, è stato quello del consigliere Franco Sergio soprattutto sulla tempistica di avvicinamento alla seduta del Consiglio. 

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Ha fatto seguito Enzo Ciconte che ha posto un problema e un allarme rispetto all’elezione di Tonino Scalzo che è sotto inchiesta, «nulla di personale, ma un problema c’è». 

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Poi ci sono i mal di pancia reggini. Se ne duole Nicola Irto che dice: «Voglio intanto esprimere piena soddisfazione per l’elezione di Tonino Scalzo a Presidente del Consiglio Regionale della Calabria. Il fatto che sia stato poi eletto alla prima votazione segnala, oltre che il suo personale prestigio, l’allargamento della coalizione che ha eletto Mario Oliverio Presidente della Regione. Anche la votazione per la carica di vicepresidente mi pare abbia dato buoni risultati, con l’elezione di D’Agostino e di Gentile, votato, quest’ultimo, in modo significativo e sufficiente dalla maggioranza di centrosinistra per impedire che venisse eletto un rappresentante dell’area berlusconiana. E sono soddisfatto anche per l’elezione di Giuseppe Neri a questore del Consiglio, poiché ha portato un contributo importante al centro sinistra in provincia di Reggio. Ciò detto, è del tutto evidente che c’è stato un accordo politico tra il Pd e il Ncd con uno scambio di voti reciprocamente controllato. Quelli del Ncd, per eleggere Scalzo alla prima votazione, e quelli del centrosinistra, senza i quali l’elezione di Pino Gentile sarebbe stata impossibile». 

E aggiunge: «Ovviamente questo pone un problema perché non si sa chi abbia deciso e trattato questo accordo a lungo richiesto da Roma affinché si svolgesse alla luce del sole, ripetutamente rigettato, per poi farlo a sorpresa, perfino rispetto agli ignari consiglieri del centrosinistra. Tale assenza di chiarezza mi pare abbia poi consentito l’incredibile elezione del questore di minoranza del centrodestra, il consigliere Giuseppe Graziano (ovviamente, nulla di personale), con 18 voti, mentre a Giuseppe Neri ne sono andati soltanto 12, pur essendo la maggioranza di Oliverio di 20. Insomma, è accaduto che un improvviso accordo politico col Ncd, non si sa da chi gestito e comunque senza che ne fosse fatta parola coi consiglieri Pd né coi suoi organismi politici, abbia funzionato come una specie di tutti liberi nella successiva votazione, trasmettendo la sensazione che nell’Aula forze oscure possano spostare e dirottare i voti a proprio piacimento e secondo i propri interessi. E’ un punto, questo, su cui riflettere con attenzione per impedire passi falsi che possano indebolire la ventata di rinnovamento che abbiamo promesso ai calabresi». 

Fa eco il neoeletto consigliere segretario Giuseppe Neri (Democratici e Progressisti) che afferma: «Sono ovviamente soddisfatto della mia elezione a consigliere segretario del Consiglio regionale della Calabria. Rimane tutta in piedi, però, una considerazione di ordine politico che riguarda i voti riportati da me e dal collega Graziano, eletto in quota minoranza. L’esito della votazione deve far riflettere il governatore ed il segretario regionale del Pd, dinanzi ad un risultato non certo confortante per la maggioranza stessa, che inficia, negativamente ed inopinatamente, la capacità di tenuta della coalizione che i calabresi hanno scelto per governare la Calabria nei prossimi cinque anni».A questi lamenti e osservazioni bisogna aggiungere quelli che lo fanno in privato, che, per carità di patria, non vogliono rendere più salato l’esordio.

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