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Finanziaria, seduta fiume del consiglio regionale
Votate due mozioni: SalvaPotenza e macroregioni

Basilicata

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POTENZA - Se tutto va bene la Regione Basilicata approverà il bilancio e la Legge Finanziaria solo sabato dopo ben 4 giorni di riunioni.
Il lavori anche ieri sono proseguiti con estrema lentezza e con un numero infinito di sospensioni. E non si è ancora arrivati al dibattito dei consiglieri sulle questioni legate alla Finanziaria vera e propria.
Perchè due giornate sono servite solo per affontare le mozioni che erano ai primi punti dell’ordine del giorno. Della Finanziaria si inizierà a discutere stamani: il consiglio è stato aggiornato alle 11 con l’impegno di proseguire i lavori per tutta la giornata fino ad approvare almeno il collegato alla Finanziaria. Poi, da quanto si è appreso, la conferenza dei capigruppo che si è riunita ieri sera intorno alle 20, ha deciso di ricominciare sabato pomeriggio (per permettere in mattinata al presidente della Regione e a numerosi consiglieri di partecipare ai funerali del sindaco Sandro Berardone) e andare avanti ad oltranza fino all’approvazione definitiva della Finanziaria.
Insomma non se ne parla prima di due giorni. E ieri comunque i lavori sono stati sospesi anche perchè ai consiglieri non era ancora stato consegnato il maxiemendamento della giunta. Consegnati solo gli emendamenti al collegato.
Il maxiemendamento invece arriverà in aula solo nel pomeriggio di oggi e i consiglieri di minoranza sono stati categorici: non si dibatte se non con il maxiemendamento sul tavolo. Si partirà quindi dal collegato alla Finanziaria.
Ma non è stata una giornata improduttiva. In precedenza il Consiglio ha approvato alcune mozioni. Tra cui quella che riguarda il “Salva Potenza” o meglio i finanziamenti regionali ai comuni in difficoltà e poi quella sulle macroregioni in cui la Basilicata risponde alle proposte presentate in Parlamento da un senatore e un deputato del Pd che prevedono lo smembramento della Basilicata.
Nei dettagli prima l’asemblea regionale ha approvato all’unanimità la mozione “Costi standard e nuova relazione con gli Enti territoriali”, proposta inizialmente dai consiglieri Napoli e Castelluccio (Fi). La mozione però è stata oggetto di lunghe discussioni. Si sono rese necessarie due riunioni tra Napoli e la maggioranza per delle modifiche. Alla fine la mozione approvata prevede che “tutti gli enti pubblici territoriali devono concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e, di conseguenza, devono osservare il principio della responsabilità gestionale quale elemento caratterizzante del proprio operato e si impegna la Giunta regionale a dare corso ad una relazione nuova con gli Enti territoriali, impostata su un modello di sostegno finanziario, qualora ve ne fosse bisogno, determinato sulla scorta della definizione di costi standard dei servizi, monitorandone la qualità e presentando lo stesso all’esame del Consiglio regionale”.
Poi il Consiglio sempre all’unanimità ha approvato la mozione di iniziativa del consigliere Pace (PpI), modificata con il contributo del consigliere Perrino (M5s), sulla proposta del deputato Morassut e del senatore Ranucci del Pd per “la riduzione delle Regioni italiane da 20 a 12, nella quale è previsto lo smembramento della regione Basilicata”.
Nel documento approvato ieri si ricorda che «alcuni Comuni di regioni limitrofe, Puglia, Campania e Calabria, mediante referendum, hanno espresso la chiara volontà di voler aderire alla Basilicata, ricreando un’unica identità territoriale, culturale e storica che va dal golfo di Salerno, passando per il Cilento fino al Golfo di Taranto».

s.santoro@luedi.it

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