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Pittella invoca unità e coesione
(dentro e fuori la Basilicata)

Basilicata

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POTENZA - Dal fronte del Consiglio regionale: la terza giornata consecutiva di lavori è servita per iniziare a discutere della Legge Finanziaria. E’ già qualcosa. Ma di approvazione non se ne parla ancora.
Ieri i lavori sono andati avanti fino a notte fonda per chiudere la parte della Finanziaria relativa al “collegato”. Si tratta di un documento composto da oltre 40 articoli e alle 23 all’ennesima sospensione si era arrivati all’articolo 10.
Insomma chiara l’intenzione: procedere a oltranza per approvare il dispositivo. Poi tutti a “nanna” per riprendere oggi nel primo pomeriggio dopo che molti degli esponenti regionali avranno partecipato ai funerali del sindaco Berardone.
Ad ogni modo ieri di più non si è “potuto” fare visto che non era ancora pronto il maxiemendamento relativo alla Legge di Stabilità (la Finanziaria vera e propria). L’impegno assunto dai capigruppo è quello di chiudere comunque nella giornata di oggi dopo l’arrivo in aula del maxiemendamento ovviamente. Probabile quindi che si faccia una maratona anche notturna.
In ogni caso ieri è stata la giornata dei giudizi alla Finanziaria. Tutto secondo consuetudine: critiche dall’opposizione, soddisfazione da parte dei consiglieri di maggioranza.
Ha aperto Gianni Rosa di Fratelli d’Italia: «Nella relazione vi è solo una timida critica sulla situazione creata dalla riforma Delrio sull’assetto delle Province e, en passant, sulla “criticità politica” della Città capoluogo. In tutta la Legge di Stabilità il Presidente della Giunta non si è proprio posto il problema di dare una soluzione a tali situazioni. Non è questo il modo più corretto per realizzare quel “nuovo modo di amministrare” annunciato nella relazione programmatica del febbraio 2014».
Nella mattinata interventi, tra gli altri, anche di Giannino Romaniello, Franco Mollica, Gianni Leggieri e Paolo Galante.
Il pomeriggio è stato aperto da Francesco Pietrantuono che nel proprio intervento parla del piano rifiuti. «Arrivare al 65 percento di raccolta differenziata non ci deve spaventare. E' una cosa fattibile». Poi il consigliere regionale del Psi ha parlato di un bilancio che si sapeva ingessato e «che è difficile da disingessare». Parole di grande ottimismo e soddisfazione da parte di Pietrantuono per i punti “innovativi” presenti nella Finanziara sulle questioni ambientali e sull'inclusione sociale.
E' stata quindi la volta di Aurelio Pace dei Popolari per l'Italia che ha concentrato il proprio intervento sulle emergenze sempre maggiori da affrontare e sulla mancanza di risorse. In particolare Pace ha evidenziato il taglio dei trasferimenti economici da parte dello Stato con i 50 Milioni che saltano per la Basilicata e con la riduzione del costo del carburanti che si traduce in minor royalties, «su cui ci giochiamo la possibilità di fare cose oppure no nella finanziaria». Il consigliere centrista quindi ha parlato degli investimenti sull'Università «che in un contesto come questo devono essere riesaminati» perchè per Pace la stessa Università deve alzare il proprio livello. E ancora Pace ha centrato i propri ragionamenti su Forestazione e Sanità prima di chiudere con il concetto sintetico di una «Finanziaria di 10 mila euro».
La parola è quindi passata a Gianni Perrino che non ha lesinato critiche all'intera galassia dei partiti politici tradizionali da sinistra a destra. In successione il consigliere regionale del Movimento 5 stelle ha poi parlato delle emergenze e dei problemi sul campo e in particolare dell'ambiente e della crisi: «Non è colpa della terra ma degli uomini e della classe dirigente che ha governato finora» sia in Basilicata che in Italia. Perrino ha quindi anche criticato le politiche europee.
«Lei ha il dovere di dirci quanta benzina c'e' nel serbatoio della Ferrari». Ha esordito così, invece, il capogruppo di Forza Italia, Michele Napoli nel proprio intervento. Critico il forzista poi sulle poste simboliche inserite dalla giunta in alcuni capitoli della Finanziaria: «Le devo dare atto della creativitá presidente Pittella, ma non mi sta bene. Può andare bene a qualche neofita o a qualcuno ingenuo. Ma non a me. Lei non può esautorare il Consiglio del suo ruolo». Michele Napoli in particolare ha parlato di uno stratagemma (quello di finanziarie con una posta simbolica da modulare in secondo tempo) per poi consentire al governatore di decidere sulle varie poste finanziarie in un secondo tempo all'interno della giunta.
Il dibattito, dopo le critiche della minoranza, è proseguita con l'intervento del capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli che ha ha difeso le scelte della maggioranza. Roberto Cifarelli ha parlato di una finanziaria che confermano la linea politica di voler continuare ad accendere la miccia della ripresa. Il democratico ha quindi aggiunto: «Non é una scusa quella dei tagli del governo nazionale. Ci sono e creano oggettiva difficoltà». E ancora Cifarelli difendendo la linea riformista ha parlato di un lavoro portato avanti imanie seria.Per chiudere il capogruppo del Pd ha sottolineato come su tutta la questione dello Sblocca Italia e dell'articolo 38 non sia stato dato «il giusto merito a Pittella per il lavoro compiuto e i risultati conseguiti».

LA REPLICA DEL GOVERNATORE: «E’ NECESSARIO ESSERE UNITI A DIFESA DELLA BASILICATA»

«Recuperare welfare, investimenti e occupazione, rimettendo in moto un meccanismo dello sviluppo». Questo in sintesi il Pittella pensiero sulla Finanziaria regionale. Il presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, ha replicato così in aula alla fine degli interventi dei consiglieri: «Pur nella difficoltà di un cambiamento epocale e di una diffusa crisi che ha determinato un corto circuito non solo finanziario ma anche valoriale, mettiamo in campo una finanziaria asciutta nella spesa corrente per recuperare welfare, investimenti e occupazione».
«La finanziaria – ha continuato il governatore – intende far fronte alle emergenze, ma nello stesso tempo guarda alla possibilità di rimettere in moto il meccanismo dello sviluppo, che ridia visione, prospettive ed entusiasmo ai nostri giovani, ricucendo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Si tratta di utilizzare al meglio le risorse rivenienti dai fondi europei, dal petrolio e dall’acqua, oltre che “per rendere più agevole la macchina amministrativa, a iniziare dalla semplificazione nella governance».
Il presidente, poi, si è soffermato sulle sfide culturali sollecitate dalla riforma del Titolo V della Costituzione e dal dibattito sulle macroregioni. Pittella ha rilanciato il concetto di cooperazione, di una nuova visione di aree territoriali, dove le Unioni dei Comuni possono svolgere un ruolo importante.
«Proviamo a costruire nel merito una proposta – ha concluso Pittella - una nuova visione di sviluppo, cercando alleanze e andando oltre una battaglia di rivendicazione di campanile. Abbiamo bisogno di riempire di contenuti la programmazione, confrontandoci con gli altri territori sui temi dell’efficienza della spesa e dei servizi. Ma è necessario mantenere unità e coesione».

s.santoro@luedi.it

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