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Maglietta, Quinto, Cugno e Bochicchio
Ecco chi sono i quattro nomi

Basilicata

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POTENZA - Le delibere sono già state firmate. Mancano solo i nomi ma praticamente la partita è chiusa. E i nomi dei nuovi Direttori generali della Sanità lucana sono trapelati. Tutti e 4: Rocco Maglietta, Giuseppe Cugno, Giovanni Bochicchio e Piero Quinto. Per due di loro c’è anche la destinazione: Maglietta da commissario sarà promosso a Dg del San Carlo mentre Piero Quinto sarà al 99 per cento nominato direttore generale dell’Asm di Matera. C’è ancora qualche resistenza da parte della deputata Maria Antezza del Pd (è stata avvistata ieri sera intorno alle 20 nei corridoi della Regione) che chiede la nomina per uno dei suoi. Ma alla fine la dovrebbe spuntare Quinto con due antezziani come direttore sanitario e ammnistrativo dell’Azienda sanitaria materana.
Questo perchè c’è un accordo tra le anime del Pd: due Direzioni vanno all’area congressuale di Pittella - Antezza (e sono Maglietta e Bochicchio) e due all’area Luongo (Speranza - Folino - Bubbico - De Filippo) più Lacorazza che ha indicato appunto Quinto per Matera e Cugno.
Le nomine con questa schema verranno ufficializzate dopo l’approvazione della Finanziaria che dovrebbe avvenire nella tarda serata di domani. Insomma i nuovi dg verranno formalizzati domenica o al massimo lunedì. A meno di colpi di scena questo è. Ma c’è ancora fibrillazione. Perchè se sui nomi è stata trovata la quadratura non c’è ancora accordo su chi va all’Asp tra Bochicchio e Cugno. Pittella ha le idee chiare: vuole l’attuale direttore sanitario del San Carlo (Bochicchio) all’Asp e di conseguenza metterebbe Cugno al Crob. L’area Luongo insieme a Lacorazza invece sostiene che l’accoppiata San Carlo - Asp sia troppo per la stessa corrente. E quindi spingono per Cugno all’Asp e Bochicchio al Crob.
La questione è spinosa. Ieri sera a margine dei lavori del Consiglio regionale c’è stato un serrato faccia a faccia tra Pittella e Lacorazza proprio su questa diversa visione delle cose. Oggi continueranno le trattative sempre durante i lavori del Consiglio. Il rischio reale è che se il braccio di ferro dovesse esasperarsi il governatore potrebbe mostrare i muscoli e andare avanti per la propria strada come fece un anno fa con le scelte degli assessori. Ma forse i tempi sono cambiati. Forse.

s.santoro@luedi.it

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