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In stallo (da troppo) sul rimpasto
Il tempo scorre e la strada è tutta in salita

Basilicata

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POTENZA - Che il tempo scorra e la scadenza indicata dal Dario De Luca si avvicini, non è un dato trascurabile. A quello sono legate le consultazioni in corso - ufficiali e non - per la costruzione di un governo di salute pubblica a Potenza.
Il sindaco è stato chiaro: metà gennaio, oltre non si va.
Ma la strada per dare vita a una coalizione larga e trasversale, capace di sostenere «un governo di rinascita cittadina» sembra parecchio in salita. E sembra crescere anche la disillusione rispetto a un percorso che fino a poche settimane fa sembrava quasi semplice.
Tutti d’accordo alla collaborazione, almeno sul piano teorico. Ma dare forma all’intesa in modo concreto è altra cosa.
De Luca ha spiegato di non essere disposto a tirare avanti senza possibilità di amministrare la città. Oggi è ostaggio dell’ingovernabilità. Quello che in gergo si chiama “anatra zoppa”, altro non è che il precario equilibrio del consiglio comunale, guidato da una maggioranza di centrosinistra, con un governo sostenuto dal centrodestra.
Il termine imposto dal sindaco De Luca dovrebbe essere la linea oltre cui non spingersi: superata la metà di gennaio senza un accordo, con consultazioni che vanno avanti ormai da due mesi, sarebbe evidente l’impossibilità di dare vita a una collaborazione politica bipartisan.
«Non stiamo qui per tirare a campare», aveva detto già la scorsa estate De Luca quando dal palco della festa della Cgil aveva per la prima volta lanciato la proposta di collaborazione. Da allora il via vai di note, commenti, telefonate, botta e risposta tra gli schieramenti non si è fermato. Quali risultati?
Al momento molta confusione, una fase di stallo che pesa anche sull’attività amministrativa e molta stanchezza.
Il fronte più complesso di discussione resta quello del centrosinistra. Il Pd sembra ormai aver raggiunto una posizione più o meno definita da proporre a De Luca. L’idea dell’area democratica è quella di dare vita a una giunta di esterni. Il punto critico resta il rapporto con il centrodestra e in particolare con le voci più critiche sull’eredità del centrosinistra a Potenza, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Sulla prima sigla, però, De Luca è irremovibile. Nonostante qualche richiamo ai toni del dibattito, il sindaco ha sempre spiegato di non avere alcuna intenzione di “scaricare” chi lo ha sostenuto fin dal primo turno.
Nelle scorse ore ci sarebbero state diverse interlocuzioni, dirette e indirette, tra esponenti democratici e il primo cittadino. Uno scambio sempre cordiale, seppur non risolutorio, con alcuni dirigenti del partito, probabilmente anche con il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza.
C’è un altro fronte della trattativa interna al centrosinistra che sta logorando il dibattito interno. Che tipo di giunta? L’ipotesi degli esterni non sembra essere gradita a diversi alleati del Pd, centro Democratico in testa, né all’altro pezzo del centrosinistra, quello guidato da Roberto Falotico. Difficile mettere insieme tutti i pezzi di quello che sembra un rompicapo di postazioni e rappresentanza. Nel frattempo, la clessidra va.

s.lorusso@luedi.it

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