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Il Pd si prepara al congresso cittadino
(e alle larghe intese nel capoluogo)

Basilicata

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C'è maretta nel Pd potentino. O forse è il solito clima di tensione che precede appuntamenti destinati a cambiare gli assetti del partito. 

Nel capoluogo i democratici devono confrontarsi con le difficili trattative per la costruzione di un governo di larghe intese e la preparazione del congresso cittadino. 

La conta delle tesse è già cominciata

Nel frattempo, il dibattito interno si inasprisce. «Quello che vivremo a breve come Partito Democratico del capoluogo di Basilicata è un congresso dalle mille sfaccettature», scrive in una lettera aperta Diego Sileo, uno dei componenti più giovani dell'assemblea cittadina.

«Usciamo fuori da una sconfitta alle comunali al ballottaggio che ha posto un’importante riflessione interna. Le sfide si vincono fronteggiandole unitariamente. Non vi è la necessità di buttare a mare nulla di quanto è stato fatto in questi anni - aggiunge - Ora dobbiamo eleggere un segretario che, vista la mia premessa, riesca a traghettare il partito cittadino verso il futuro e che dia oltre alla presenza, anche la forza di governare le politiche sulla città».

Quanto al rimpasto a Palazzo di Città, senza un’ampia condivisione politica, ha spiegato il sindaco Dario De Luca, si rischia di andare incontro a una paralisi amministrativa. Un’opzione, è stato chiaro, che la città non si può consentire.

Il sindaco cerca un punto di incontro con lo schieramento di maggioranza, lo stesso che però non lo ha supportato in fase elettorale. Come risolvere, allora, l’anatra zoppa?

Nel pezzo di consiglio che mette insieme sia Pd e alleati, sia le sigle che hanno sostenuto l’ex assessore regionale Roberto Falotico sono divergenti le posizioni sulla tipologia di governo da mettere in piedi: esterni per i democratici, giunta politica secondo gli altri.

Il Pd, però, pare sia riuscito a raggiungere una posizione unitaria, di sintesi. I democratici, che propendono per un esecutivo di esterni, dovrebbero chiedere al sindaco anche un segnale politico alla città, con la riduzione dei componenti da nove a sei, e senza alcun rappresentante dichiaratamente di partito in giunta. In settimana il partito dovrebbe incontrare De Luca e in quella sede ufficializzare la posizione anche rispetto al centrodestra, che i dem non vorrebbero in un esecutivo di «rinascita cittadina».

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