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Così cambiano i vitalizi dei consiglieri regionali
La proposta per un contributo di solidarietà

Basilicata

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I componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata - il presidente Piero Lacorazza (Pd), i vicepresidenti Franco Mollica (Udc) e Paolo Galante (Ri), i consiglieri segretari Paolo
Castelluccio (Fi) e Mario Polese (Pd) - hanno presentato una proposta di legge per «uniformare i vitalizi attualmente erogati agli ex consiglieri ai parametri comuni a tutte le Regioni» stabiliti dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative.

In particolare, secondo quanto ha reso noto l’ufficio stampa del Consiglio, è previsto l’innalzamento a 65 anni dell’età anagrafica e almeno cinque anni di mandato svolto per ottenere il vitalizio, un contributo di solidarietà sui vitalizi per il quinquennio 2015-2020, e un’ulteriore riduzione del vitalizio, nello stesso periodo (nel caso in cui il beneficiario sia titolare di altro vitalizio per aver ricoperto la carica di parlamentare nazionale o europeo).

La proposta, in sostanza, modifica la legge regionale del 2002, e la nuova disciplina non riguarda gli attuali consiglieri regionali (in Basilicata il vitalizio è stato abolito dal 2013) ma solo quanti percepiscono già il vitalizio o hanno maturato i requisiti per riceverlo a partire dalle precedenti legislature.

«È materia spinosa e complessa quella dei "diritti acquisiti" - ha precisato Lacorazza - così come il ricorso al Tar su un analogo provvedimento degli ex consiglieri regionali della Lombardia evidenzia in queste ore. È un vicenda particolare che vive sul crinale tra diritto e segnali che i cittadini chiedono alla politica». 

«In questa incertezza la richiesta di un contributo di solidarietà, di scopo, per alcune iniziative culturali ed istituzionali promosse dal consiglio potrebbe essere un bel segnale anche per promuovere la rivitalizzazione dell’associazione degli ex consiglieri ed iniziative di ricerca, di studio e di promozione dell’identità dei lucani»: la proposta di Lacorazza riguarda quindi l’utilizzo di circa 600 mila euro (derivati dall’approvazione del testo in base al taglio dei vitalizi nei prossimi cinque anni) per «sostenere iniziative culturali. 

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