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Il tentativo (non riuscito) di un'assunzione notturna
L'emendamento Pd scovato dal M5S, poi ritirato

Basilicata

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POTENZA – «Non ci provate più a fare una cosa del genere». Sono le parole di Gianni Perrino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. Il teatro è quello del consiglio regionale, sono le 2:30 della notte . Le votazione degli emendamenti sulla finanziaria regionale sono iniziati il 10 gennaio alle 21 e sono andati avanti fino a notte inoltrata. E quasi alle 3 si vota un emendamento, il numero 165, proposto dal capogruppo Pd Cifarelli.
Votato e approvato. Eppure l’opposizione nelle cartelle non trova il documento, non è stato consegnato in via preventiva. In realtà quell’emendamento non lo hanno neanche gli uomini della maggioranza, ma è stato votato comunque. La modifica di Cifarelli prevede l’inserimento di una norma che consente l’assunzione all’ufficio di presidenza del consiglio e all’ufficio di presidenza della Giunta di un dirigente con retribuzione massima.
E in quella riunione fiume con oltre 150 emendamenti da votare è stato proprio Perrino ad accorgersi di questa mancanza. A presiedere la seduta è Paolo Galante che su richiesta del consigliere pentastellato riesce a recuperare il testo. Il passaggio è chiaro: si indica la possibilità di assumere una persona esterna sia per il presidente della Giunta, ovvero Marcello Pittella, sia per il presidente del Consiglio, ovvero Piero Lacorazza. Vociare. Cifarelli interviene: «Ho presentato l’emendamento nei termini, ovvero prima della discussione in Consiglio. L’emendamento mirava ad omologare il personale a disposizione dei due presidenti. Dal momento che i colleghi non hanno ricevuto l’emendamento, a dire il vero non ce l’ho neanche io, lo ritiro». Galante temporeggia e subito dopo annulla il voto, la modifica “fantasma” è congelata. Uno stile quasi renziano, perché ricorda tanto quella norma salva Berlusconi in materia fiscale.
Perrino scoppia e urla: «non ci provate più», le voci si scaldano ma il 5 Stelle insiste: «Le carte devono arrivare, alle tre di notte pigiano i tasti a caso, queste cose non devono più accadere altrimenti si monta un casino che non finisce più. Cifarelli dice che non c’è malizia ma da parte mia c’è retropensiero. Ed è confermato dal fatto che questa votazione è arrivata alle tre di notte. Cose del genere sono inaccettabili». La ragione di quella scomparsa starebbe in un errore materiale degli uffici, avrebbero saltato quel foglio consegnato insieme all’intero blocco di emendamenti. O almeno così dice Cifarelli. «Quel documento - afferma - non lo aveva nessuno, per questo ho deciso di ritirarlo subito. Neanche io l’avevo. Le accuse dei 5 Stelle le rispedisco al mittente perché qui non c’è nessun mistero. Alle 3 del pomeriggio di sabato ho consegnato gli emendamenti agli uffici, li abbiamo analizzati uno per uno con Pittella. E’ stato un semplice errore materiale, con tutta quella mole di lavoro qualcosa può saltare. Ripeto, né maggioranza, né opposizione, né io stesso avevamo il foglio con il testo».
Però è stato votato: «Chiaro - specifica Cifarelli - si tratta di un emendamento del capogruppo del Pd, è normale che si voti a favore. Ultimo appunto: non c’è nessun mistero, questo testo era stato approvato in maniera identica a luglio e prevedeva un allineamento delle due presidenze. Non c’è nulla di strano». Sarà ma per i 5 Stelle si tratta di un passaggio pericoloso, utile all’ingresso «dell’ennesimo raccomandato». Pericolo scampato, a quanto pare. Almeno per ora.

v.panettieri@luedi.it

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