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Blitz notturno sull'emendamento?
Quanta confusione

Basilicata

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C’È molta confusione sotto il cielo, ma la situazione non è poi tanto “ottimale” come amava ripetere il caro Mao Tze-tung. Oggetto del contendere: una modifica alla legge regionale numero 8 del ‘98, quella che riguarda la disciplina delle strutture di assistenza agli organi di direzione politica ed ai gruppi consiliari. A riguardo, pur comprendendo che non tutti possono avere sempre tutte le informazioni a disposizione, provo ad offrire alcune note di merito (in un tempo in cui il merito delle questioni non è molto di moda) ad evitare di parlare a sproposito.
In particolare segnalo che:
1) l’emendamento (che allego per chiarezza insieme all’articolo 2 - ter della legge regionale numero 8 del ‘98, così come è stato modificato dalla legge regionale numero 7 del 2014, così tutti possono capire la differenza) non prevede nessun aumento del numero dei collaboratori per il presidente del Consiglio regionale, nessun aggravio di costi, nessuna assunzione clientelare di nessun dirigente;
2) l’emendamento permetterebbe semplicemente al presidente del Consiglio regionale di sostituire uno dei due collaboratori comandati da un altro ente (nel 2014 ho ritenuto di non utilizzare questa possibilità) con un collaboratore esterno, senza che questo cambi né i limiti di spesa né tantomeno il numero massimo di collaboratori che la legge assegna al presidente;
3) Il trattamento economico di tale unità, “è determinato dalla categoria del comparto Regioni - Autonomie locali cui l’incaricato potrebbe avere accesso in base al titolo di studio” (così recita l’emendamento). Il che significa che se l’unità di personale esterno è diplomata sarà inquadrata nella categoria C, mentre se è laureata sarà inquadrata nella categoria D, e “al fine di remunerare i particolari obblighi di reperibilità e di disponibilità ad orari disagevoli”, le sarà attribuita la posizione economica D6;
4) una norma identica, che prevedeva questa possibilità per il presidente della Giunta, era stata approvata con l’articolo 26 della legge regionale numero 7 del 2014 (Collegato alla legge di bilancio 2014 - 2016); l’equivoco può essere sorto perché l’emendamento è sostitutivo di questa norma;
5) tra l’altro si tratta della stessa norma che riguarda i collaboratori dei Gruppi regionali;
6) l’emendamento è stato presentato l’8 gennaio e, insieme ad altri, è stato numerato dopo quelli presentati dalla Giunta con il maxiemendamento; sull’attività svolta dagli uffici per la sistemazione degli emendamenti gravano prassi e modalità che spesso non consentono di lavorare in maniera ordinata; nel 2014 episodi di questo tipo, soprattutto durante l’esame delle manovre finanziarie, sono stati numerosi;
7) proprio per migliorare le modalità con le quali avviene la presentazione e l’esame degli emendamenti a suo tempo ho disposto l’informatizzazione di tutta la procedura (i competenti uffici stanno provvedendo) ed ho presentato insieme ad altri componenti della Giunta per il regolamento una proposta di modifica del Regolamento del Consiglio regionale che il 18 novembre l’Aula ha deciso di rinviare alla stessa Giunta per il regolamento per ulteriori approfondimenti; decisione da me e da altri, come risulta agli atti, non condivisa.
8) il Consiglio regionale ha continuato nel 2014 a ridurre i costi della politica, come si evince dalle tabelle che abbiamo distribuito nei giorni scorsi e che allego nuovamente, così ognuno potrà farsi un’idea.
Alla luce di questi fatti mi pare una cosa di buon senso comprendere che l’emendamento presentato da Roberto Cifarelli, di cui avrei dovuto beneficiare, non nasconde nessuna furbizia, così come invece è stato fatto rimbalzare all’onore della cronaca.

 

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