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Pensioni d'oro, l'indignazione è nazionale
Si va verso modifiche costituzionali

Basilicata

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POTENZA - Ognuno ha il diritto sacrosanto di pensarla come vuole. Contro o a favore. Ma sarebbe bene tentare di non provincializzare tutto. La questione dei vitalizi agli ex consiglieri regionale è un tema nazionale. Il grido di battaglia degli ex legislatori regionali secondo cui, “i diritti acquisiti non si toccano” non si leva solo dalla Basilicata. E’ accaduto già in Lombardia, nel Lazio e si leverà anche nel resto del Paese. In Basilicata la polemica è scoppiata “solo” alcuni giorni fa per la proposta di legge presentata dalla Presidenza del Consiglio regionale che prevede un dimagrimento all’assegno che gli ex legislatori regionali percepiscono da anni.
Piero Lacorazza (Pd) da presidente del Consiglio regionale è subissato di critiche in questi giorni da alcuni ex consiglieri regionali: in particolare hanno preso carta e penna per protestare Nicola Savino (Psi), Giovanni Caserta (PcI) e da ultima Anna Maria Riviello (PcI). La proposta di taglio dei vitalizi per la precisione è firmata anche dai due ex presidenti del Consiglio, Franco Mollica (Udc) e Paolo Galante (RI) e dai due segretari Mario Polese (Pd) e Paolo Castelluccio (FI). Insomma una proposta trasversale ai partiti ma che comunque ha “irritato” gli ex consiglieri che guidati dal presidente Gabriele Di Mauro (hanno una loro associazione) hanno già convocato una prossima riunione per decidere come contrastare questa azione del Consiglio regionale in carica. Possibile (per non dire certo) un prossimo ricorso al Tar da parte degli “anziani” politici contro quello che ritengono uno schiaffo istituzionale o addirittura un’ingiustizia.
La vicenda però non ha una peculiarità lucana. La Regione Basilicata con la proposta dell’Ufficio di presidenza del Consiglio non fa che seguire quello che è già accaduto in altre 5 regioni e che accadrà in altre ancora. Il taglio dei vitalizi è stato già approvato infatti dalle Regioni, Lombardia, Veneto, Lazio e Umbria più la Regione a Statuto speciale Trentino Alto Adige. Nulla di nuovo insomma. E c’è di più: starebbero preparando la stessa proposta (secondo i giornali locali) anche altre amministrazioni regionali tra cui le prime dovrebbero essere la Campania, la Puglia, il Piemonte e la Calabria. Perchè l’indicazione è arrivata dalla Conferenze delle Regioni il cui presidente è Sergio Chiamparino. Insomma nessun coniglio dal cilindro estratto da parte della Basilicata.
Insomma gli ex consiglieri lucani che rischiano di vedersi togliere qualche centinaio di euro mensili possono stare tranquilli: si indignano come si sono indignati anche i loro ex colleghi in altri luoghi. Tutto secondo copione. E il modo in cui protestano è uguale pari pari. Come è uguale anche l’opinione nazionale (di mass media e social network) che sia un’esagerazione. Perchè le proteste scoppiate già a novembre scorso a Milano hanno a loro volta indignato migliaia di cittadini. E i giornali locali e nazionali non sono stati benevoli nei confronti dei “pensionati d’oro”.
La notizia in particolare del ricorso al Tar da parte di ex consiglieri lombardi e di 51 loro “pari grado” trentini non è stata trattata con i guanti da testate nazionali e anche locali. Proteste vibranti anche nel Lazio. Il taglio dei vitalizi va dal 10 al 30 per cento di luogo in luogo. Cambia a secondo delle Regioni. Mentre non cambia la reazione dei beneficiari del vitalizio. In alcuni casi la polemica è scoppiata per una solidarietà che i pensionati d’oro devono versare alle casse regionali per recepire il vitalizio. Insomma si annuncia una lunga battaglia legale che potrebbe essere guidata dall’associazione nazionale degli ex consiglieri che già ha mandato proteste formali nei confronti della Conferenza delle Regioni e nei confronti in particolare di Chiamparino. Ma la particolarità è che le spese legali saranno pagate dalle casse pubbliche: le associazioni degli ex consiglieri, presenti in ogni regione, vengono mantenute, oltre che con i contributi dei soci, con i fondi provenienti dai Consigli regionali.
E questo non piace. Perchè se è vero che si tratta di diritti acquisiti da parte di molti politici è anche vero che gli stessi benefici sono stati approvati in molti casi dagli stessi politici (come fanno notare in tanti) . In Veneto addirittura un esponente di spicco del Pd, Jacopo Silva ha fatto partire in rete una “class action” secondo il principio che «i vitalizi non sono diritti, ma puri e semplici privilegi». E secondo la class action sarebbero i privilegi ad essere incostituzionali in quanto nessun altra categoria eccetto i politici hanno diritto a un vitalizio extra rispetto alla propria previdenza sociale.
E se non bastasse anche il governo nazionale inizia a essere infastidito da questa protesta. In particolare il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti nell’autunno scorso aveva tuonato parlando della possibilità di prevedere una legge nazionale per «per abolire i diritti acquisiti sui vitalizi».
Insomma per buona pace della politica lucana il tema non è locale. Ma forse lo sanno già.

s.santoro@luedi.it

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