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Vitalizi e pensioni d’oro della politica
La Basilicata divisa tra miseria e nobiltà

Basilicata

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POTENZA - Era inevitabile. E’ scoppiata un vero e proprio scontro ideologico. E oltre a “rischiare” di perdere parte del loro vitalizio ora gli ex consiglieri regionali rischiano anche di trovarsi in una netta minoranza: loro contro tutti gli altri. Dove per tutti gli altri non si intendono gli altri politici di diverse casacche politiche. Ma cittadini, intellettuali, giornalisti, operai e soprattutto tutti quelli che nemmeno lo stipendio arrivano a prendersi: figurarsi una pensione mensile da svariate migliaia di euro. Ora questo può facilmente essere additato come “populismo” o “demagogia”. Ma è altrettanto vero che oggi troppo spesso tutto ciò che non piace alla classe dirigente viene frettolosamente liquidato come “populismo”.
La gente scende in piazza con slogan che inneggiano all’antipolitica? “E’ populismo”.
C’è chi taglia i costi della politica magari senza troppi indugi e riflessioni? “E’ populismo”.
I giovani non ci stanno a non avere prospettive e si lamentano magari con la pancia e non la testa? “E’ populismo”.
La lista potrebbe andare avanti. Ma è troppo facile così. Il problema è che si inizia a confondere il “popolare” con il populismo. Ciò che pensano in tanti magari potrà non essere condiviso da qualcuno. Potrà essere anche “banale”. Ma prendere la strada più breve e comoda e rintanarsi in una presunta superiorità intellettuale è ancora peggio di qualsiasi populismo. Vuol dire: chiudere le tapparelle e non affacciarsi più alla finestra per paura di vedere quello che è diventata la realtà. Ora gli ex consiglieri che non ci stanno a perdere un “diritto acquisito” dal punto di vista della giurisprudenza hanno ragione. Da vendere. Ma resta la sostanza: sono dei privilegiati in un mondo che è diverso da quello in cui loro hanno maturato il diritto al vitalizio. I poveri e il disagio sociale è dappertutto. Le urne sono sempre più vuote: la maggioranza sta da un altra parte. E molto spesso soffre in silenzio. Poi se si vuol continuare a stare ai cavilli allora buona fortuna.
Lo ha capito, non c’è dubbio, tutto questo l’ex consigliere regionale Erminio Restaino. Che invece di accodarsi ai suo colleghi indignati ha preso carta e penna e ha tuonato: «Considero assolutamente fuori luogo la levata di scudi di alcuni colleghi ex consiglieri regionali contro la proposta di riduzione (peraltro temporanea) dei vitalizi. La corresponsione dei vitalizi per gli ex parlamentari ed ex consiglieri regionali, ancorché ancorata a leggi e relativa a contributi versati è considerata (non a torto) dalla totalità della opinione pubblica un privilegio. In considerazione della drammatica crisi economica che colpisce la società italiana valuto indecente parlare di diritti acquisiti. Ho consigliato a Piero Lacorazza di evitare populismi e tentazioni demagogiche che da lui giudicherei come inaccettabili. Registro che ha corretto il tiro. Da ultimo confido che in Basilicata si eviti di proporre "odiosi" ricorsi di alcun genere».
E’ populista a questo punto anche Restaino? Magari no.

s.santoro@luedi.it

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