Salta al contenuto principale

"Senza aiuto della Regione non ce la facciamo"
Tempo agli sgoccioli per il riequilibrio a Potenza

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 43 secondi

POTENZA - «I partiti hanno vinto ancora una volta e Potenza perde ancora una volta», scriveva il consigliere Savino Giannizzarri (M5S) appena chiusa la riunione che il sindaco De Luca ha voluto con tutti i consiglieri. Dopo lunghe e per certi verse estenuanti consultazioni, il governo di larghe intese sembra un obiettivo condiviso da tutti solo in linea di principio. Poi la quadra tra equilibri e rappresentanza non torna mai. Così, ha spiegato De Luca (che voglia di tirare a campare mentre la città langue non ne ha), senza una soluzione, lunedì presenterà le sue dimissioni.
Ancora alcune ore per tentare un ultimo passaggio verso una presa di posizione bipartisan. Altrimenti tanto vale tornare alle urne. L’incontro voluto ieri sera con i consiglieri comunali è servito a mettere tutti davanti allo stato dell’arte. Troppi veti incrociati, molto caos e nessuna soluzione immediata, almeno stando alle segreterie di partito. «Per questo ho voluto parlare ai consiglieri, dovevo parlare alle persone che hanno addosso il peso di questo mandato».
La situazione in città è davvero molto grave, ingarbugliata dal punto di vista politico, ma anche complessa dal punto di vista sociale. Povertà in aumento e investimenti bloccati, con il dissesto approvato a novembre che ingessa il bilancio e blocca l’erogazione di ogni servizio pubblico.
Il 30 novembre scorso, con l’approvazione del dissesto finanziario della città di Potenza, sono scattati i 90 giorni di tempo necessari a depositare un bilancio di previsione per il 2015. Manca ormai poco più di un mese alla scadenza e a Potenza non è arrivata neanche la commissione di liquidatori che dovrà farsi carico della massa debitoria e gestire il disavanzo.
Le casse del Comune sono vuote e dalla Regione è arrivata la risposta negativa a ogni forma di ulteriore fondo ad hoc per il capoluogo. Del resto, risorse non ce ne sono neanche a viale Verrastro e in sede di finanziaria regionale alla città di Potenza è stato destinato solo un impegno a ricercare nuovi fondi, affidato a un ordine del giorno.
Al Comune di Potenza servono parecchi soldi per provare a far ripartire l’attività e redigere in pareggio il bilancio di previsione. C’è da coprire un disavanzo di circa 30 milioni di euro, da fronteggiare con tagli, rinunce e gli agognati contributi di Stato e Regione.
Oggi ogni cifra che arriva nelle casse comunali rischia di essere bloccata dalla banche, pignorata in tesoreria a copertura di vecchi debiti o spese da saldare.
«Garantiremo i servizi, un aiuto su scuole e trasporti, singoli servizi» ha detto più volte il governatore Marcello Pittella. Ma in Municipio sanno che la città - «che eroga servizi a una popolazione regionale» - non può attendere la tempistica dei trasferimenti ordinari.
Ecco perché - spiega De Luca - serve «un governo di rinascita cittadina» basato su una collaborazione politica solida. «Bisogna poter rivendicare in maniera unitaria, dinanzi alla Regione, il ruolo di Città Capoluogo. Una città che non merita di essere abbandonata a se stessa nel momento più difficile della sua vita amministrativa».

s.lorusso@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?