Salta al contenuto principale

«Non è nelle casse regionali la soluzione»
Pittella risponde a De Luca: Potenza al voto?

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 39 secondi

POTENZA - La difficoltà economica del Comune di Potenza non è una novità. «Ma attribuire alla Regione la responsabilità della scelta di andare avanti o riportare la città al voto è altra cosa. «Non è giusto», dice il presidente della Regione Marcello Pittella, che dopo dichiarazioni severe del sindaco De Luca ha deciso di mettere alcuni punti in ordine.
Il sindaco di Potenza ha convocato lunedì scorso tutti i consiglieri comunali per un ultimo appello a lavorare in modo collettivo. Senza la governabilità necessaria - che solo un accordo di larghe intese può garantire - impossibile andare avanti. In Comune, al momento, il centrosinistra ha la maggioranza in aula, il centrodestra sostiene il governo. Ma all’assenza di equilibrio politico si aggiunge la difficoltà economica. Con il dissesto approvato alcune settimane fa e un disavanzo calcolato in circa 30 milioni di euro, «senza contributo della Regione - ha detto De Luca - la città non si salva». Lunedì è il termine che si è dato per una valutazione definitiva sul da farsi: può proseguire questa consiliatura?
Tirato in ballo, Pittella è tornato a spiegare. Sa bene, dice il governatore, come sia difficile amministrare con i conti in rosso. Tanto da «non aver mai fatto mancare la solidarietà per il gravoso compito che De Luca si è assunto». Un sindaco votato, tra l’altro, da un pezzo di città più ampia della sola coalizione di centrodestra che lo ha sostenuto dal primo turno.
«Reputo sbagliato, sia sul piano politico che su quello personale, accreditare l’idea che la Regione Basilicata abbia i soldi nel cassetto e non li voglia mettere a disposizione del Comune di Potenza, o di altri enti locali in difficoltà, per una sorta di “ritorsione politica” o per semplice “disinteresse”». Pittella fa notare che viale Verrastro è in difficoltà: i tagli ai trasferimenti hanno colpito anche l’ente regionale, che nel frattempo deve frontaggiare mille emergenze. A partire dal caso Province, ridotte allo stremo, in piena riforma istituzionale e senza fondi, con il personale da riposizionare.
La Regione non si tira indietro rispetto al sostegno ai servizi quali trasporto pubblico, inclusione sociale, istruzione.
Ma contributi speciali al capoluogo non possono più essere concessi. Poi il governatore si concede anche una valutazione politica. Andare a votare non è il caso: un po’ auspicio, un po’ appello. «Mi auguro che tutti i partiti facciano prevalere nelle prossime ore lo spirito di servizio. Dopo la dichiarazione di dissesto finanziario che ha aggravato (e non risolto) i problemi economici del capoluogo di regione, il ricorso anticipato alle urne rappresenterebbe un ulteriore, traumatico colpo alla tenuta del sistema municipale, con riflessi pesantissimi per tutti i cittadini».
Eppure il clima a Palazzo di Città sembra preludere a una campagna elettorale. «È triste - scrive Savino Giannizzari (M5S) - vedere i consiglieri che hanno amministrato in passato e giovani consiglieri rampanti gongolare con aria compiaciuta per l’imminente scioglimento di questo consiglio comunale».
Guardando al da farsi, si ragiona su colpe e responsabilità.
«Se il sindaco De Luca fosse costretto dalle circostanze a fare un passo indietro, questo non potrà significare altro che il PD non intende fare neanche un minimo di autocritica e cocciutamente desidera perseguire interessi politici che con il bene comune hanno poco da dividere», aggiunge Luciano Petrullo, portavoce di Fratelli d’Italia della città.
Rispetto alla quadratura politica è soprattutto nel centrosinistra che si cerca una risposta unitaria. Nelle prossime ore sarà chiaro quanto è praticabile la via di un governo di salute pubblica.
C’è sullo sfondo una consapevolezza: la città di Potenza ha un valore anche simbolico. «Se non riparte Potenza è impossibile pensare che possa ripartire la Basilicata». È fondamentale, dice Giuseppe Giuzio (Fratelli d’Italia), «ripartire con idee innovative, con l’eliminazione dei tanti sprechi, la rideterminazione dei costi dei servizi essenziali, con un cambio di rotta senza compromessi». La svolta è nei servizi della città capoluogo. «Legalità ed efficienza sono elementi essenziali per il riequilibrio definitivo del bilancio». Valgono per Potenza, certo. Hanno un valore generale. Simbolico.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?