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Giunta Regionale, esplode il caso De Gaetano
Il governo "disapprova" la nomina ad assessore

Calabria

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Arriva l'alt da Palazzo Chigi alla nomina di Nino De Gaetano in giunta regionale. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha inviato un messaggio di disapprovazione al presidente della regione Calabria Mario Oliverio. In particolare il messaggio di Delrio, spiegano fonti di Palazzo Chigi, riguarda la presenza in giunta con delega pesante ai trasporti e le infrastrutture di Nino De Gaetano, ex consigliere regionale al centro di vicende di voto di scambio per le quali non è indagato ma che secondo il sottosegretario non sono sufficientemente chiarite.

GUARDA LO STRALCIO DELL'ORDINANZA CHE CITA DE GAETANO

A palazzo Chigi l’impegno per la legalità al Sud e in Calabria è una scelta esplicitata dalla presenza di Nicola Gratteri per la commissione sulle apposite norme antimafia, viene sottolineato. Delrio, che ha la delega alla coesione territoriale, ha guidato fino a poco tempo fa la cabina di regia sulla Calabria e il prefetto De Felice è stato nominato a settembre da Viminale e Palazzo Chigi per la commissione vittime di mafia. Infine nella giunta del presidente Oliverio è arrivata dal governo come assessore il ministro Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco simbolo della legalità. In una delle regioni che gestisce uno dei maggiori ammontare di fondi di coesione, il governo preferirebbe - sottolineano le stesse fonti - la certezza di profili senza ombre di dubbi.

“Ho l'impressione che sulla nomina in giunta di Nino De Gaetano si stia alimentando confusione e disinformazione”, replica Mario Oliverio al Quotidiano da Roma, dove è appena giunto per partecipare come grande elettore all'elezione del presidente della Repubblica. “Al momento – spiega Oliverio - non esiste alcun atto della magistratura che possa sollevare il minimo dubbio sulla correttezza della decisione da noi assunta. Abbiamo grande rispetto dell'operato della magistratura e lo abbiamo dimostrato anche in questa occasione. Sulla lotta alla criminalità, sui rischi delle infiltrazioni nelle istituzioni e più in generale sul contrasto alle illegalità ritengo di non essere mai stato disattento e superficiale. Nella mia storia politica e amministrativa non c'è un solo atto che non vada verso il massimo rispetto della magistratura e di scrupoloso impegno per l'affermazione della legalità".

De Gaetano è finito sui giornali nelle ultime settimane per l'inchiesta che il giorno dell'insediamento di Oliverio ha portato in carcere i fiancheggiatori del clan Tegano. Nell'ordinanza c'è anche il suo nome perché quando venne arrestato il boss nell'abitazione trovarono il suo materiale elettorale.Tra gli arrestati c'erano alcuni personaggi che accompagnarono il suocero, medico scomparso qualche anno fa, a chiedere voti (ricostruisce la polizia nell'informativa) nel corso della campagna elettorale del 2010. De Gaetano ha sempre negato rapporti con esponenti mafiosi tant'è che il Pm non gli contesta il voto di scambio mafioso (416 ter) perché “non sussiste il grave quadro indiziario” e il gip valuta la scelta del Pm come “corretta”. Quindi per lui, al momento, nessuna contestazione. Stando così le cose Oliverio, dopo una verifica con la magistratura, ha proceduto lo stesso alla nomina, ignorando le polemiche degli ultimi giorni e confermando la volontà di non volersi fare condizionare da campagne mediatiche.

IL SECCO NO DELLA LANZETTA - Maria Carmela Lanzetta non farà parte della Giunta regionale della Calabria. Ad annunciarlo stasera, con una dichiarazione all'ANSA, è stato lo stesso ex ministro degli Affari regionali che ha spiegato che «non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell'assessore Nino De Gaetano. Io presenterò formalmente le dimissioni da ministro - ha detto Maria Carmela Lanzetta - venerdì mattina dopo aver presieduto l'osservatorio sulle Regioni e la conferenza Stato-Regioni. Dopo avere parlato con Matteo Renzi e dopo aver approfondito la questione con Graziano Delrio riguardo all'accettazione della mia presenza nella Giunta regionale della Calabria, ringraziando fortemente Mario Oliverio, ho deciso di non fare parte dell'Esecutivo. Non c'è chiarezza sulla posizione di Nino De Gaetano, pur avendolo conosciuto come assessore regionale impegnato nella difesa dei lavoratori precari».

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