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Potenza, stanno giocando a guerra e pace
Avevano scherzato: «L’accordo c’è»

Basilicata

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POTENZA - Nuovo dietro front. A più di 24 ore dalle dimissioni del sindaco di Potenza, la crisi politica è rientrata. De Luca e centrosinistra per Petrone, questa volta, sono riusciti ad intendersi. Non come nelle precedente riunione di qualche giorno fa. A seguito della quale, il primo cittadino aveva deciso il passo indietro.
Con un comunicato congiunto, ieri sera, dopo il nuovo incontro che si è tenuto nel pomeriggio a Palazzo di Città, la delegazione dei 20 consiglieri e primo cittadino hanno annunciato di aver trovato la quadra.
Pd e forze minori sono disponibili a sostenere un governo istituzionale appoggiato da tutte le forze politiche consiliari disponibili. Il sindaco, a sua volta, ha raccolto la disponibilità. Con l’impegno di consultare nei prossimi giorni le altre forze politiche presenti in Consiglio. Sabato prossimo, poi, il nuovo appuntamento con il centrosinistra.
Il grosso, però, ormai sembra fatto. La crisi incanalata nella direzione giusta per la risoluzione. Premessa di un ritiro delle dimissioni da parte del sindaco. E della formazione di una nuova Giunta sostenuta da tutte le forze, «per il bene della città». Insomma, è come se negli ultimi tre giorni si fosse scherzato.
«Un malinteso», dicono ora entrambe le parti, che, al tavolo dello scorso sabato, stando così le cose, non si sarebbero capite. Con il primo cittadino che avrebbe letto nelle parole della delegazione un veto a Forza Italia e “Liberiamo la città”. E il Pd e gli altri che invece sostengono di non aver mai imposto condizioni. Tanto che la delegazione dei 20 consiglieri, ieri mattina, aveva convocato una conferenza stampa per spiegare i termini della questione. «Le dimissioni di De Luca ci spiacciono, ma soprattutto ci hanno sorpreso», aveva dichiarato il capogruppo e segretario comunale del Pd, Giampiero Iudicello.
La conferenza stampa del centrosinistra
A lui è stato affidato il compito di chiarire quanto accaduto nelle ultime 76 ore, trascorse all’insegna della più totale confusione.
A partire da quella riunione con De Luca, sabato scorso. «Sembrava essersi conclusa positivamente», ha detto in conferenza Iudicello. «Abbiamo chiuso i lavori convinti che la crisi fosse chiusa. Il primo cittadino ha condiviso con noi il comunicato in cui annunciavamo il pieno sostegno a un nuovo esecutivo, senza alcun tipo di veto». Seguito, un’ora dopo, da un’altra nota, questa volta a firma del primo cittadino, che invece diceva il contrario: accordo saltato a causa del diktat che il centrosinistra avrebbe imposto per tenere fuori dal nuovo governo Forza Italia e “Liberiamo la città”.
Un atteggiamento incomprensibile per i 20 consiglieri del centrosinistra che, a confronto con la stampa, hanno ribadito: «De Luca ci ha lasciato di stucco». Anche perché la riunione si era chiusa con un nuovo appuntamento fissato per questo pomeriggio.
«Da quel momento in poi, non ci è arrivata alcuna altra comunicazione ufficiale. Nè sono seguite altre interlocuzioni, nemmeno a livello informale. Abbiamo dovuto prendere atto delle dimissioni del sindaco, senza che nessuno ce ne avesse comunicato nemmeno le intenzioni».
Eppure, nel suo comunicato, De Luca aveva parlato esplicitamente di un’opposizione da parte di Pd e altri partiti di coalizione a un esecutivo sostenuto da tutte le forze in consiglio. «Evidentemente – ha spiegato ancora Iudicello – le valutazioni che abbiamo espresso, com’è normale che sia in un confronto politico, sono state intese come imposizioni. Certo, avrei preferito che il sindaco De Luca ci avesse informato almeno con una telefonata». Ma la delegazione che ha parlato di “fraintendimento” in “buona fede”, prima ancora di incontrare nuovamente il sindaco, ci tiene soprattutto a ribadire che il centrosinistra «non è interessato a poltrone». Con la conferma della disponibilità a un governo di salute pubblica, senza alcuna imposizione. «Non siamo né tanto stupidi, né tanto egoisti da pensare che in questo momento qualcuno possa imporre aut aut. Non abbiamo da avanzare alcuna richiesta, né numerica, né personale o partitica».
«Non abbiamo preclusioni su singoli individui o schieramenti». Non è una questione di interni o esterni. Nè di spartimento di postazioni.
Tanto che la delegazione si dice disponibile anche a una riduzione degli assessori. Ma il centrosinistra vuole mandare anche un messaggio ai propri elettori. «Stiamo con il sindaco, non con il centrodestra». E ancora: «No ad accordi politici, inciuci o fritti misti con i partiti di centrodestra».
«Diamo la nostra disponibilità a sostenere il sindaco che questa città ha eletto, senza imporre condizionamenti, per portare avanti un progetto che sappia rivendicare il ruolo strategico della città. E che tale ruolo venga riconosciuto a livello economico».
Insomma, per il centrosinistra, Potenza va riconosciuta come città erogatrice di servizi, di cui beneficiano tutti i lucani. E quindi ha bisogno di risorse straordinarie. Ma che queste incanalate su un progetto vero di rilancio della città. «Non possiamo mica pensare – aggiunge Iudicello – che basti andare a chiedere a mamma Regione di farsi carico del problema. E' necessario ripiegarsi e capire come riuscire a intercettare le risorse necessarie».
Ma questo è un qualcosa che potrà arrivare solo dopo la risoluzione della crisi politica. Poi l’appello: «Confermiamo la nostra disponibilità, riconoscendo le prerogative del sindaco nella formazione della nuova Giunta. Ma ora aspettiamo da lui una proposta. Sperando che il dialogo continui nella correttezza reciproca». E l’invito non è caduto nel vuoto. Qualche ora dopo, il nuovo appuntamento con il primo cittadino sarebbe servito a far cadere ogni resistenza. Ora - sempre che non ci siano nuove sorprese - l’accordo politico per un governo di salute pubblica con il preciso compito di affrontare le azioni di risanamento necessarie e il rilancio della Città, non dovrebbe trovare più ostacoli.

m.labanca@luedi.it

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