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Cifarelli interviene sulle elezioni comunali
«Il Pd chieda a Adduce di ricandidarsi»

Basilicata

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MATERA - Parla molto raramente, ma quando lo fa, evita i giri di parole e sa farsi capire molto chiaramente. Il consigliere regionale del Pd, Roberto Cifarelli ha molto da dire sulle comunali, ma anche sulla vittoria di Matera per il 2019. Ai gufi che in queste ore pronosticano l’uscita di scena dell’attuale sindaco Salvatore Adduce, risponde ricordando il ricorso al meccanismo delle primarie da parte del Pd e del centrosinistra: «Il Pd ha fondato la propria nascita su questo sistema e io stesso dico: primarie vere, primarie sempre. Se, però, c’è un sindaco uscente che ha lavorato per cinque anni con grande fatica e ha portato a casa dei risultati....La strada maestra è che il partito chieda ad Adduce di ricandidarsi». L’excursus storico di Cifarelli, che bazzica la politica materana da almeno tre decenni, è puntuale: « C’è stata la fase 1 di Saverio Acito, seguita da Angelo Minieri che ha tenuto una buona amministrazione, da Michele Porcari che ha tenuto i conti in ordine, da Mario Manfredi che ha amministrato la città fra la Prima e la Seconda Repubblica e da Nicola Buccico che però non è valutabile perchè ha amministrato poco. In quanto ad Adduce, parliamo invece di cose straordinarie nell’ordinarietà: nonostante tagli consistenti dal Governo ha avuto la capacità di recuperare fondi che si stavano perdendo come l’accordo di programma della Martella,ha gestito la vicenda dell’ex scuola Bramante spazzando, ha raddoppiato la capacità di investimento dell’amministrazione rispetto ai cinque anni precedenti. In quanto all’igiene pubblica, non si sono certo fatti passi avanti nella differenziata, ma dalla precedente amministrazione Adduce aveva ereditato una patata bollente che ha dovuto gestire. Ha fatto miracoli tenendo insieme una macchina amministrativa pur carente sotto il profilo organico». Il risultato politico, però, vede un partito che è ancora recalcitrante sulla conferma di questo sindaco. «La questione politica è altra cosa. Salvatore Adduce ha vinto dopo le dimissioni di Buccico per soli 179 voti. In quel caso ci si aspettava che il centrosinistra si mettesse accanto a lui e lo spingesse a fare bene. Invece già durante quella campagna elettorale, affrontò la contemporaneità delle regionali del 2010 e subito dopo, un balletto inaspettato rispetto alla composizione della giunta e alla tenuta della maggioranza in consiglio comunale. Non c’è stato, insomma, nemmeno un momento di serenità. Tutti elementi che hanno fatto sì che all’interno del Pd le fibrillazioni fossero continue, non per colpa di Adduce, ma per una instabilità cronica. La richiesta di primarie viene usata strumentalmente perchè non si vuole entrare nel merito delle cose fatte da Adduce. Chi le chiede, non spiega perchè non va bene il sindaco uscente». Alla proposta di Angelo Tosto che rilancia la candidatura dell’ex sindaco Buccico, Cifarelli risponde: «Qualcuno pensa che i fatti si dimentichino, ma Tosto è quello che ha buttato a terra Buccico. E’ un paradosso, una contraddizione stridente». E Cifarelli ne ha anche per chi ha descritto Matera come città morente: «E’ un insulto alla città che invece è viva e ha dimostrato in 5 anni di percorso verso la vittoria nel 2019, un grande dinamismo come dimostra l’industria creativa». Il risultato raggiunto richiede azioni in tempi brevi: «Credo che si debba accelerare. Questa è una grande opportunità che rappresenta il vero, unico risultato di tutti i materani. Il percorso che la città ha fatto nel tempo dall’epoca drammatica dell’abbandono dei sassi, alla legge 771 fino al riconoscimento Unesco, è sempre stato risultato del lavoro istituzionale, complessivamente. Questa volta, invece, grazie ad Adduce, la partecipazione e la condivisione dei materani, hanno decretato il vero successo, il risultato è tutto loro. Dopo il 17 ottobre era inevitabile che ci fosse una pausa di riflessione, ma la strategia della città è ben definita. Il piano strategico non è un documento che si fa una volta e vale per sempre. La città non naviga a vista, ha obiettivi precisi, ci sono settori come il polo del salotto che vanno potenziati. Penso che non si possa perdere tempo perchè abbiamo delle sfide che ci attendono. C’è da mettere in atto la strategia del Dossier con interventi di rigenerazione urbana, di sviluppo dei beni culturali e dell’economia della cultura come il Museo demoetnoantropologico. In quanto ai Sassi, bisogna evitare che diventino un grande B&B». Il Presidente della Regione chiede le primarie. «Io sostengo con convinzione Pittella, ma credo parli delle primarie piuttosto come componente di una corrente. E’ il Pd che deve decidere, Pittella partecipa al dibattito».

a.ciervo@luedi.it

 

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