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Potenza merita rispetto

Basilicata

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COL freddo di queste ore anche le cornacchie stanno nella tana. A Potenza si odono solo i ciarlatani della politica che sanno sempre tutto, soprattutto dove sta il bene e dove il male. Flebili anche le voci di protesta dei molti lavoratori, di quelli dei trasporti Cotrab, ad esempio, che al solito se la prendono con i giornalisti rei di non prestare loro la dovuta attenzione. Rischiano molto, la politica non arriva a comunicazioni impopolari.
Chi glielo dice che sono troppi? Forse il prefetto? Per decenni a Potenza è stato offerto lavoro pubblico inteso come sostegno ed integrazione sociale, senza andare per il sottile né sulle competenze né sulle regole di mercato.
Qualche anno fa furono stabilizzati al Comune un centinaio di lsu col voto unanime del consiglio comunale, dunque anche di coloro che oggi sostengono il sindaco De Luca, in primis, i ruggenti Fratelli d’Italia sempre più alleati del raffinato Salvini (vedi la proposta fatta per l’elezione del presidente della Repubblica) che oggi gridano allo scandalo.
Lo scandalo c’è. E consiste nella triste altalena di questi giorni in attesa che qualcosa cambi.
In sostanza senza denari non si cantano messe, ma nessuno dei teatranti di questo indegno gioco a guerra e pace (ed è anche un delitto letterario usare questa metafora) ha la credibilità giusta per convincere che le rivendicazioni economiche (“la Regione deve darci 20 milioni, per sempre, ogni anno”) siano dettate dalla sensibilità verso i problemi dei molti disgraziati al servizio di qualcosa per poche centinaia di euro al mese.
Meno di un anno fa, era stato proprio Gianni Rosa, davanti al salvaPotenza di undici milioni di euro a dire il solito no: mai più. È dunque la gestione del potere che interessa, la grandeur della fascia tricolore attorno alla quale battersi il petto d’orgoglioso frontismo.
A noi il malloppo, se poi questo denaro arriva dalle royalty maledette non fa nulla, proteste archiviate.
Bisogna esseri seri perchè questa città merita rispetto. La crisi dell’economia pubblica, arrivata un passo dopo quella del libero mercato, ha solo spostato le disgrazie occupazionali del capoluogo.
Oggi i nodi vengono al pettine, se non circolano redditi languono i consumi e i servizi scompaiono in un’amministrazione in crisi (a proposito nessuno ha avuto il coraggio di commentare la sentenza delle cooperative di Macchia Giocoli: come mai quando le cose sono scomode nessuno le commenta? Gianni Rosa che ha a cuore gli incarichi professionali dell’avvocato Petrone perchè non ne allarga la conoscenze anche lì? Perchè evidentemente ci sono responsabilità anche di De Luca che su questa vicenda aveva licenziato l’ex assessore Martoccia. E comunque ieri De Luca ha dato la sua solidarietà al professionista del Pd prendendo le distanze da Fratelli d’Italia per l’ennesima volta). Ma il cordone della spesa pubblica non può continuare a mantenere lavoro improduttivo. Con la stabilizzazione degli Lsu la macchina amministrativa è per caso diventata più efficiente?
La città capoluogo che già aveva mangiato rancore e odio sociale negli anni della vicenda Claps, è rimasta una città non appagata, non pacificata, con la chiesa gravemente messa sotto accusa, con un palazzo regionale – tra l’altro - retto da una ventina d’anni da presidenti di regione “provinciali” con un rapporto emotivamente difficile con Potenza.
Eppure Potenza è la Basilicata, la primavera di Matera è veramente recente, per decenni e decenni dicevi Potenza e la collegavano, oltre che al freddo, alla città dove c’era lavoro da costruire: nell’ospedale, nel palazzo di Giustizia, nelle scuole.
Me ne vado, rimango, ci ripenso, non ci siamo capiti, ci vediamo sabato: che commediuccia scarsa che ci stanno offrendo, una di quelle pomeridiane, con attori che dimenticano la parte e attrici con le calze rotte. Una volgarità davvero imbarazzante.

l.serino@luedi.it

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