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Adduce sì, Adduce no
Decide il Pd. Già, ma quale Pd?

Basilicata

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ADDUCE sì o Adduce no. Continua a rincorrersi nel partito democratico e tra la gente una scelta di campo sulla ricandidatura dell’attuale sindaco di Matera impegnato in questi giorni a preparare il suo intervento pubblico al cinema Comunale dove domenica mattina esporrà 5 anni di lavoro.
Ma ad attrarre la nostra attenzione in queste ore sono le parole del capogruppo alla Regione del Partito Democratico Roberto Cifarelli che al “Quotidiano” ha spiegato che “il Pd deve chiedere ad Adduce di ricandidarsi” e sulle primarie ha aggiunto “Pittella chiede le primarie?
Io lo sostengo con convinzione ma credo parli delle primarie come componente di una corrente. E’ il Pd che deve decidere, Pittella partecipa al dibattito”.
E da qui che partono alcune riflessioni-considerazioni anche perchè le parole di Cifarelli hanno fatto ieri il giro dei social, sottolineate e commentate. Ma una è la domanda spontanea che vien fuori da queste considerazioni: “quale è il Pd che deve decidere sulle primarie?
Quale è il Pd che deve chiedere ad Adduce di ricandidarsi? Il Pd di Muscaridola o quello di Luongo? Il Pd di Bubbico o quello di Antezza? Di Santochirico o di Pittella? Già perchè la sensazione, strano ma vero, è che ci sarebbero tante risposte diverse come dimostra anche, in parte, l’ultima direzione cittadina del partito che ha segnato opinioni diverse su sindaco e primarie. Come da copione.
Ora voglio azzardare un concetto per cui sulle parole di Cifarelli, “decide il Pd”, siano tutti d’accordo. Il problema rimane il come, il chi.
Già perchè sul metodo e sull’organismo che deve prendere queste decisioni, sulle modalità con cui devono avvenire c’è da attendersi una lotta senza quartiere così come rimangono da capire gli effetti politici di simili posizioni perchè se non al primo turno (compensato dall’effetto trascinamento di liste e consiglieri) ma certamente in un eventuale ballottaggio queste decisioni in queste condizioni finiranno inevitabilmente per pesare. Lo dice la storia recente di Matera, e non solo, e lo dicono i numeri.
Ed allora forse non basta che decida il Pd perchè il Pd (purtroppo o per fortuna ma usando un’espressione di moda e che tende a coprire le divisioni) è un partito plurale in cui però questa pluralità da valore rischia di diventare disvalore, è forse necessario decidere cosa è conciliabile e cosa invece non lo è.
Cosa si può coniugare e cosa no. Perchè altrimenti di risposte univoche non ce ne saranno o lo saranno solo in apparenza, i mesi e le esperienze di questi cinque anni di legislatura hanno dimostrato (al di là dei rimpalli di responsabilità) proprio questo cioè che il Pd non è stato in grado di scegliere, di decidere, di andare oltre.
Il limite è lì. Davanti agli occhi di tutti. Nel Pd. Che non sceglie o che nella migliore delle ipotesi sceglie cose diverse.
Che è maggioranza e minoranza insieme. E’ il Pd.
Tutto e il contrario di tutto. Chi decide allora?

p.quarto@luedi.it

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