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«Niente mezze misure»
FdI incalza De Luca

Basilicata

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POTENZA - «C’è modo e modo di amministrare una città», dice il portavoce di Fratelli d’Italia, Luciano Petrullo. E così a De Luca ricorda che non ci sono mezze misure, o «zone franche», per dirla con le parole del consigliere Alessandro Galella (FdI).
Dopo una seduta di consiglio in cui si è consumato l’ennesimo richiamo al passato, e dopo diversi episodi in cui le dichiarazioni del sindaco sembrano aver messo un po’ di distanza almeno rispetto ai toni del partito, da Fratelli d’Italia è arrivata una precisazione sul confine oltre cui non ci sarà più adesione al progetto per la città.
Ieri mattina il consigliere Nicola Lovallo (PD), ex asessore all’Ambiente dell’amministrazione Santarsiero, si è detto amareggiato per le dichiarazioni dell’assessore attuale, Pasquale Pepe. «La stazione di trasferenza - ha detto Lovallo - l’abbiamo voluta noi, non è vero che nasce solo di recente, era già in itinere». Della risposta si è fatto carico il sindaco De Luca: «Già in altre occasioni ho avuto modo di dire che la precedente amministrazione ha fatto cose buone. Ma credo che l’assessore Pepe volesse sottolineare quanto sforzo è servito, quanti ostacoli ha trovato nel chiudere questo progetto».
Finisce lì, almeno in aula. Gli strascichi, però, sono pezzi ulteriori sul dibattito pubblico che si sta consumando sul destino politico e amministrativo della città.
La risposta di De Luca si somma alla solidarietà espressa per Luigi Petrone (PD), oggetto dell’attacco del consigliere regionale Rosa (FdI) su alcuni incarichi ottenuti da enti regionali. «Un tentativo, evidente, di gettare un ponte al PD», ha fatto notare Petrullo.
Fratelli d’Italia allora solca la linea oltre cui non ci sarà sostegno per questa amministrazione. «Non può rovesciarsi la storia recente delle vicende cittadine. Il quadro è chiaro: a un sistema che ha prodotto sconquassi con il metodo della sciatteria amministrativa, lasciando che fiorisse il malaffare». Ecco l’operazione «chiarezza» che auspicano: «Venga fuori ogni responsabilità, di tipo politico, beninteso. Poi si potrà guardare avanti».
Fratelli d’Italia non ci sta a piegare le armi rispetto «al vecchio sistema, che continua a frapporre ostacoli e che sta cercando di reinfilarsi per la finestra». Né «al buonismo di facciata, che un giorno parla di malaffare finalmente intaccato, e un giorno promuove l’operato delle vecchie giunte»: è il messaggio a De Luca.
Ma vale anche per altre questioni, in questi giorni oggetti di feroci botta e risposta tra maggioranza e opposizione. Ancora una volta Gianpaolo Carretta (Pd) ieri in consiglio ha citato la sentenza del Consiglio di Stato sui suoli di Macchia Giocoli. Il Comune - dicono i giudici - ha il dovere di far pagare quei terreni, oggetto di un vecchio contenzioso, e su cui ha già pagato i danni. «Perché l’attuale amministrazione non vuole almeno quantificare il valore di quella possibile entrata». Ha fatto eco il vicesegretario cittadino del Pd, Tonino Di Giuseppe: «L’assessore Martoccia e il dirigente dell’epoca avevano già avviato procedure per il recupero di quelle somme, per alleggerire di non poco la situazione economica. Avremmo così evitato la parola dissesto».
Anche i dem chiedono chiarezza: «Troppo spesso in questi nove mesi - ha aggiunto Di Giuseppe - abbiamo assistito a una strategia politica fatta di una terminologia forte, violenta: interessi, malaffare, bubboni vari, tutela degli amici degli amici, facendo molta disinformazione e falsando la realtà». Va bene l’accordo per il bene della città, ma in quale contesto?
Sull’altro fronte, Fratelli d’Italia. «Che si voltino finalmente le carte. Dopodiché si vedrà se si potrà partecipare al banco o se non sarà il caso di prendere le distanze da un eventuale improvvisato matrimonio d’interesse». A proposito di chiarezza.

s.lorusso@luedi.it

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