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Una legge per definire i fondi
da cedere ai due capoluoghi

Basilicata

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LA proposta di legge per contributi ai servizi delle città capoluogo era stata depositata lo scorso 30 aprile, quando a Potenza ancora non si era svolto neanche il primo turno elettorale. Nessun intento, quindi, di salvare la città solo dopo essere arrivati in quota governo con il sindaco De Luca. E cifre a parte, ciò che preme a Gianni Rosa - allora come oggi - è proporre un modello di sostegno finanziario, «magari più equo».
Mesi dopo, per la prima volta, la proposta arriva in discussione. Ieri il consigliere regionale di Fratelli d’Italia ha avuto modo di presentarne l’ossatura in seduta di commissione.
Si tornerà a parlarne giovedì prossimo, in una seduta congiunta della commissione che Rosa presiede (la seconda, con delega al Bilancio) e della prima (Affari istituzionali, coordinata dall’ex sindaco di Potenza, Vito Santarsiero). In quell’occasione saranno in audizione anche il presidente Marcello Pittella, il sindaco di Potenza Dario De Luca e il presidente dell’Anci Basilicata, Salvatore Adduce.
«Sarà un momento importante, anche per capire la strategia della Regione Basilicata rispetto alla città capoluogo: che tipo di città vuole farne? che cosa deve diventare?»
Rosa ha tracciato le linee guida di una legge che - spiega - serve a sostenere le città impegnate a garantire assistenza, servizi, consumi a una popolazione decisamente superiore a quella residenziale. Vale sia per Potenza, sia per Matera.
Il testo di legge - «naturalmente sono pronto a contributi, modifiche e discussioni» - parte dall’idea che ci sono alcuni servizi specifici su cui immaginare risorse aggiuntive: sono quei servizi che le due città propongono ogni giorno a migliaia di persone in più rispetto a quelle che pagano le tasse in città.
Manutenzione stradale, mantenimento delle sedi degli uffici pubblici, investimento sugli impianti sportivi.
Il modello di assegnazione die fondi prevede parametri specifici, singole voci e, soprattutto, un obbligo delle due città nei confronti dell’ente regionale: la rendicontazione.
«L’idea generale è di costruire uno schema chiaro e stabile, in cui inserire il sostegno ai servizi», aggiunge Rosa.
C’è poi un punto del dibattito politico che deve inevitabilmente toccare il destino della città di Potenza. «Anche perchè in questa consiliatura sono parecchi i consiglieri di città e dintorni, in maggioranza e opposizione. Che vogliamo fare? E che strategia ha in testa il governo regionale?».
Alla base delle scelte in termini finanziari, deve così esserci una riflessione «su che ruolo vogliamo affidare a Potenza. Ora possiamo tutti quanti incidere».

sa.lo.

 

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