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Cinque anni vissuti “pericolosamente”
Domani il bilancio di Adduce

Basilicata

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ESISTE una parte del Partito Democratico e più ampiamente del centrosinistra che preferisce il ricorso alle primarie per la scelta del candidato sindaco. E’ un dato di fatto che parte da alcune posizioni espresse ad esempio nell’ultima direzione cittadina a Matera del partito ma che ha poche prese di posizione ufficiale. A questo punto proviamo a disegnare quella che può essere una posizione forte anche se al momento coperta, forse anche troppo e che non viene fuori con chiarezza.
Il punto di partenza è il rapporto sofferto, difficile che gran parte del Pd ha avuto con quest’Amministrazione cittadina, tagliato fuori ben presto dalla giunta e da qualsiasi decisione, chiamato a “non condividere” le scelte che sono state di volta in volta portate avanti e soprattutto ed in larga parte rimpiazzato nei numeri e nell’essenzialità politica da consiglieri, per lo più transfughi dell’opposizione, che con meno complicazioni non hanno mai o quasi mai fatto mancare il loro sostegno. Una scelta che non è andata giù nel Pd e a buona parte del Pd, sostituito, rimpiazzato ed in qualche modo “annullato” da questo tipo di situazione. Il vulnus politico che si è creato nasce probabilmente qui, nasce nel momento in cui c’è un pezzo del Pd che è fuori da scelte, decisioni, postazioni. Il rimpallo di responsabilità su tutto questo è evidente ma la ferita nasce proprio sotto questo profilo ed una ferita di incomunicabilità interna che viene in sostanza bypassata con altro tipo di scelte.
E’ in questo contesto che oggi un pezzo dei Democratici pensa alle primarie con Adduce o senza Adduce per la scelta del candidato sindaco. Ma la questione da risolvere, il punto di arrivo delle primarie non può essere giocato con le carte bollate e a norma di statuto, alle primarie l’approdo dovrà essere inevitabilmente ed esclusivamente politico. Forzare la mano potrebbe non servire davvero a nessuno.
“Alle primarie ci si arriva come metodo condiviso di scelta prima del Pd e poi di tutto il centrosinistra per costruire una prospettiva ampia e solida da cui partire. Perchè va bene Matera 2019 cioè un grande risultato ma di quel risultato l’Amministrazione ha dei meriti ma non è dipeso tutto da lei, ci sono anche motivi e limiti da superare”. Sono parole che riprendiamo dalla pancia del Pd, dalla pancia di una certa area del Pd che vuole le primarie, che crede in questo tipo di soluzione ma non a tutti i costi.
Ovviamente la partita che si sta giocando in queste giornate è molto ampia, è particolare, sono le schermaglie tipiche che precedono una vera e propria decisione. Di certo però emerge con chiarezza che oggi non c’è una questione di numeri sulle primarie. Si possono auspicare, volere, chiedere, probabilmente ci possono essere anche i numeri per arrivarci ma servirebbe davvero a qualcosa? Il Pd dovrà provare a trovare una soluzione prima di tutto questo, dovrà cercare un soluzione politica reale ben prima di uno scontro che non lascerebbe scampo. Solo così le primarie che si facciano o non si facciano avranno un senso, farle o non farle a colpi di numeri, di norme e di statuto non avrebbe alcun senso.
E’ probabile a questo punto che una riflessione ampia sulle scelte future da compiere si aprirà nel giro di qualche settimana. Ora l’attenzione generale è catalizzata dall’evento che il sindaco Adduce ha organizzato per domani mattina al Cinema Comunale con la presentazione di cinque anni di amministrazione, in molti aspettano questo momento per ascoltare, registrare e replicare e sembra sempre più che quest’appuntamento di domani abbia tutta l’aria di un’apertura di campagna elettorale. Segno che un percorso di confronto-scontro è già aperto e questi momenti finiscono ancora di più per caratterizzarlo.
La corsa verso le Comunali si gioca in queste settimane, il momento caldo e decisivo del confronto non è ancora arrivato e tantissime rimangono le variabili anche riguardo alla possibilità di un ricorso alle primarie. Il Pd rimane in primo piano ma le posizioni e i distinguo abbondano. Così come le voci fuori dal coro.

p.quarto@luedi.it

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