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Cotugno bastian contario
«Come si arriva all’unità?»

Basilicata

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MATERA - Si definisce un militante politico e sindacalista.
Angelo Cotugno, consigliere comunale del Pd e le comunali pro Adduce.
«Il mio non è un no, ma vado oltre, perchè alla città serve qualcosa in più - dice prima di indicare passaggi politici ignorati, errori di percorso, di metodo, di logiche, la necessità che il partito di maggioranza faccia un esame di coscienza. «Serve una vera riflessione su questi anni di amministrazione per la futura squadra, a cominciare dalla macchina amministrativa che oggi si trova in condizioni peggiori rispetto a cinque anni fa in quanto a motivazione». All’appello pro Adduce del capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, replica: « Il tema, non è richiamare il principio, è il modo in cui ci si arriva». Ma il metodo-Renzi funzionerebbe anche a Matera? «La sintesi di Speranza è Adduce. In questi cinque anni, lui e la sua squadra, ovvero Cosimo Muscaridola attuale segretario cittadino del Pd, sono stati abilissimi a spappolare il Partito democratico e a distruggere il centrosinistra, quello che ha contribuito a scrivere il programma e a tenere in piedi questa amministrazione». Ridiscutere nel Pd materano? «Spero che il partito assuma una funzione-guida tenendo conto di tutto e tutti. Adduce avrebbe dovuto essere acclamato per essere ricandidato, ma non credo che per i materani sia così». Non c’è tempo da perdere: «Abbiamo un appuntamento straordinariamente importante, Matera 2019. Negli anni la classe dirigente ha costruito questo percorso, ma la città continua ad essere divisa fisicamente fra quella vecchia dei Sassi e quella nuova. Credo, perciò, sia necessario capovolgere lo sguardo: il Capo dello Stato Mattarella ha richiamato al valore delle istituzioni democratiche dimostrando di non privilegiare il “leaderismo” e di tenere conto dei corpi sociali. E’ questo il metodo da usare. Per cinque anni questa amministrazione ha operato in un recinto molto stretto, coinvolgendo poco organi come il consiglio comunale, ma anche la città. Urbanistica? sono stati compiuti atti che resteranno come una ferita per la città: penso al Mulino Alvino e a Matera ‘90. Ci sono aree da rigenerare, ancora ferme a più di cinque anni fa. Servizi sociali? In commissione abbiamo approvato velocemente il Piano urbano della mobilità e il Regolamento degli impianti sportivi. Ad oggi abbiamo ereditato servizi in proroga e lasciamo servizi in proroga. Il dovere di un’amministrazione però è fare bandi per la gestione». Adduce è in campagna elettorale? «La sua è un’operazione offensiva nei confronti del consiglio comunale. Il resoconto viene svolto di solito all’interno del consiglio comunale. Il passaggio che riguarda la città va fatto, invece, tenendo conto di chi ha contribuito nel bene e nel male come ad esempio gli assessori, i componenti delle commissioni. Per questo la considero una operazione da campagna elettorale per il Supereroe che ci ha portati alla vittoria. Si lascia passare l’idea che non ci siano alternative al leader del momento, che non esistano i partiti. La discussione all’interno del partito non può partire da assetti precostituiti su destini personali piuttosto che di quelli della città». Il nodo del contendere secondo Cotugno non può non passare attraverso una squadra: «Non può essere il salotto buono di piazza Pascoli o di piazza Sedile a rappresentarla. Non mi arrendo all’idea che la città non abbia altre personalità in grado di fare qualcosa». E continua con i punti deboli: «Non è stata realizzata nessuna opera pubblica mentre i fondi ex Pisus, ora Fsc, richiedono che entro il 2015 si proceda con gli appalti. E’ uno schiaffo al riconoscimento per il 2019». I rifiuti? Un’altra pietra dello scandalo: «Sulla chiusura della discarica nessun dubbio, ma bisogna fare un’operazione-verità. Dove dobbiamo portare i rifiuti? Come si fa la differenziata? La Martella rimarrà in gestione per almeno 20 anni e gli impianti dovranno essere punto di trasferenza. Sulla gestione finora si è giocato a rimpiattino con Regione e Provincia, ma il problema è del Comune che deve risolverlo».

a.ciervo@luedi.it

 

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