Salta al contenuto principale

La Giunta è (quasi) fatta
Rischio strappo a destra

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 19 secondi

POTENZA - La nuova giunta, quella che fisserà la responsabilità politica condivisa dell’esecutivo di larghe intese, arriverà al massimo lunedì. E per consegnare la previsione con la certezza di una nota ufficiale, le trattative tra il sindaco e la forze del consiglio comunale di Potenza devono essere davvero alla fase di definizione dei dettagli. Almeno così sembrava fino a ieri sera, mentre gruppi e partiti erano alle prese con discussioni interne sui nomi. Ma la riunione del centrodestra che ha sostenuto De Luca ha confermato la tensione nata tra il sindaco e alcune forze politiche. Difficile reggere l’equilibrio politico in un patto trasversale, con quel centrosinistra accusato di aver distrutto la città e che ora potrebbe ottenere la maggioranza assoluta dell’esecutivo, delle commissioni, del consiglio.
Al momento, il governo di larghe intese voluto dal sindaco di Potenza può già contare su uno schema di rappresentanza e di sostegno bipartisan.
È arrivato con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza dei venti giorni, il passo indietro del sindaco dimissionario. De Luca aveva spiegato che avrebbe ritirato le dimissioni qualora si fosse imbattuto in un quadro di condizioni ideali per andare avanti con l’amministrazione. Serenità politica, dunque, e sostegno economico alla città capoluogo da parte dei livelli istituzionali superiori.
L’accelerata è arrivata giovedì sera, quando una riunione dei capigruppo convocata sul piano dei trasporti (oggi in consiglio comunale) è terminata in un dibattito politico sul prosieguo della legislatura. Pare la proposta sia partita dal consigliere Micele Cannizzaro, spalleggiato dal presidente del consiglio Luigi Petrone: «Chiamiamolo, facciamoci sentire».
Il destinatario della convocazione, Dario De Luca, usciva in quelle ore da un’audizione in commissione regionale sui fondi da destinare alla città di Potenza: stando alle prospettive dell’iter normativo, i tempi del sostegno sono lunghi. L’emergenza di Potenza è ora: entro l’8 maggio il Comune, che ha approvato il dissesto finanziario lo scorso 20 novembre, dovrà consegnare il bilancio di previsione in pareggio. Mica facile con una quota di deficit che si aggira intorno ai 12 milioni. Da lunedì si insedierà la commissione liquidatrice: i tecnici del Viminale cominceranno a lavorare sul debito pregresso da smaltire.
Il contatto tra i consiglieri e il sindaco giovedì sera è così servito a ricucire un clima di solidarietà istituzionale. Ieri mattina, ritrovatisi all’appuntamento, i capigruppo hanno messo mano a un programma di passaggi da fare, concedendosi - ciascun gruppo per la propria area - poche ore di tempo per chiudere accordi e mediazioni.
Lunedì mattina, allora, il sindaco potrà presentarsi alla commissione liquidatrice con un esecutivo formato e le dimissioni ritirate. Più forte, insomma.
L’assetto del prossimo governo di rinascita cittadina dovrebbe rispettare con le postazioni le percentuali dell’aula.
Alle forze che hanno sostenuto De Luca fin dal primo turno (Fratelli d’Italia, Popolari per l’Italia e lista civica Per la Città) dovrebbero andare due assessori. Dovrebbe restare carica l’uscente Gerardo Bellettieri (FdI) che alla corsa elettorale ha portato in dote oltre seicento voti, per il sindaco è una questione di lealtà. De Luca ha espresso il desiderio che anche Leonardo Cuoco (Agenda urbana) gli resti accanto. Ma la decisione arriverà solo dopo la mediazione delle altre due forze della coalizione. I Popolari per l’Italia sono fermi sul posto già assegnato a Giovanni Salvia (delega allo Sport). La maretta è evidente, il rischio strappo non del tutto peregrino.
Una postazione andrà al gruppo di Roberto Falotico: in pole position per l’esecutivo c’è Felice Scarano (Potenza Condivisa). Ma a spingere per un riconoscimento c’è anche il Movimento Nuova Repubblica, il cui seggio è stato preso proprio da Falotico come candidato sindaco della coalizione.
Un assessore anche al gruppo di Michele Cannizzaro: potrebbe essere proprio l’ex dg del San Carlo ad entrare in giunta. Con insistenza si ipotizza la delega del bilancio vista l’esperienza con i conti pubblici.
Cinque le postazioni per il centrosinistra che ha sostenuto Luigi Petrone. Quella di Centro Democratico sarà assegnata a Fernando Picerno, quella dei Socialisti e democratici con tutta probabilità andrà Gianluca Caporaso, primo dei non eletti. Il gruppo dei renziani ha infatti spiegato di voler aderire alla scelta degli assessori esterni solo se condivisa da tutti.
Le tre postazioni rimanenti potrebbero essere affidate al gruppo Pd e alla lista Petrone. La divisione dovrebbe tenere conto sia della rappresentanza dei gruppi, sia dell’equilibrio tra le aree del partito. A mediare restano quindi l’area vicina a Roberto Speranza (si ipotizza un assessore da ambiente sindacale), gli uomini di Vito Santarsiero e i dem di Vito De Filippo.
C’è poi un altro fronte aperto. Il gruppo “Socialisti uniti” ha chiesto sostegno per Rocco Pergola, ex consigliere sostituito in aula dal primo dei non eletti, Piero Calò, dopo un ricorso al Tar. Poche ore e qualche nodo da sbrogliare.

s.lorusso@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?