Salta al contenuto principale

Il sindaco De Luca tenta con gli interni
Il Pd si spacca, Cannizzaro dice no

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 15 secondi

POTENZA - Dario De Luca resta «convinto che una giunta costituita dai consiglieri costituisca l’unica vera e responsabile risposta all’esigenza di affrontare i molti problemi che ci pone la gravità della situazione finanziaria della nostra Città». Lo ribadisce anche dopo la rottura dell’ennesimo tavolo e lo sfilacciamento dell’ultimo schema avanzato: esecutivo di interni, con tutte le forze rappresentate. Più o meno.
La squadra proposta - che conteneva diversi pezzi del gruppo dem - ha scombinato equilibri, rimesso in gioco decisioni politiche e valutazioni personali. E fino a ieri sera tardi dirigenti e consiglieri di tutto il consiglio comunale di Potenza sono andati avanti tra telefonate, riunioni, dichiarazioni.
Oggi a Palazzo di Città si insedieranno i commissari liquidatori: De Luca li accoglierà senza giunta, con un’intesa politica in mano, la disponibilità di alcuni amministratori (compresi due consiglieri di area Renzi) e il bisogno di una soluzione pratica per andare avanti. Sabato prossimo scadrà il termine per ritirare le dimissioni: o un passo indietro di De Luca, o città al voto.
La giornata di ieri si è consumata tra riunioni e telefonate, conferenze stampa, nuove telefonate.
Appuntamento alle 10 a Palazzo di Città. «Mi era stato chiesto di proporre una giunta - il sindaco spiega - Ci avrei impiegato poco se avessi potuto formare una giunta interna, che coinvolgesse i consiglieri comunali». Chi meglio di quanti sono stati eletti dal popolo per rappresentare la città nel suo momento più difficile? Così è arrivata la proposta: Gerardo Bellettieri (attuale vicesindaco e coordinatore provinciale di Fdi), Michele Cannizzaro (Liberiamo la città), Fernando Picerno (CD), Alessandra Sagarese e Bianca Andretta (Insieme si Cambia), Carmene Celi (Pd), Donatella Cutro (S&D), Franco Morlino (PpI), Felice Scarano (Potenza condivisa). «Ma ho registrato l’indisponibilità del consigliere Iudicello, capogruppo del PD, a far partecipare alla giunta i consiglieri del suo gruppo».
Pochi minuti dopo telefonate incrociate e dichiarazioni pubbliche fanno emergere un quadro complicato. Le forze che hanno sostenuto De Luca dal primo turno confermano la rottura: non possono accettare anche un governo a maggioranza di centrosinistra, dopo un voto popolare che ha premiato l’intuizione e il “coraggio” di attaccare il vecchio sistema guidato da democratici e alleati.
Il caos maggiore è in casa Pd. Dalla mattina si inseguono voci, commenti e possibili scenari. Andretta non ha dato la disponibilità, ma che cosa accadrà con il sì di Cutro («Siamo e saremo sempre contrari a veti e imposizioni che mirino esclusivamente a posizionamenti») e Sagarese? Anche Celi ha dato disponibilità a titolo personale «a collaborare in un eventuale esecutivo, pur capendo - ha spiegato poi - che ora non ce ne sono le condizioni politiche».
La conferenza stampa convocata nel pomeriggio non mette certo un punto definitivo. Con il capogruppo del Pd e segretario cittadino Giampiero Iudicello ci sono alcuni consiglieri Pd e di Insieme si cambia. «Ci ha sorpreso quanto accaduto, anche perché l’intesa era stata raggiunta e noi non abbiamo mi cambiato idea». Piero sostegno al sindaco De Luca, qualunque giunta decida di fare, qualunque nome voglia proporre, persino con qualche postazione in più per il centrodestra rispetto allo schema iniziale. «Ma interni no, il Pd non può entrare in giunta con gli interni». E come la mettiamo con i due amministratori che, seppur senza tessera di Pd, sono di area renziana e hanno dato apertura a De Luca? «Qualunque consigliere Pd accettasse di entrare in una giunta simile, lo farebbe a titolo personale, assumendosene le responsabilità». Come a dire: è il partito che detta la linea.
Ma non è una posizione univoca del partito quella spiegata da Iudicello se dall’area Renzi fanno subito sapere che le cose stanno in altro modo.
A che titolo parla Iudicello? Da capogruppo, forse. Da segretario cittadino - mandano a dire - non ha ruolo pieno: nel direttivo dello scorso luglio era stato stabilito che a livello cittadino le decisioni sarebbero state prese in modo collegiale, convocando assemblee. E ieri l’area Renzi aveva chiesto invano al segretario regionale del partito Antonio Luongo di convocare un incontro nel pomeriggio.
Senza chiarimento, scoppia il caos. Ed emerge l’ennesima frattura nel Partito democratico. Da un lato l’area Renzi, dall’altro il pezzo di partito più vicino a Roberto Speranza e all’ex sindaco Santarsiero.
In questo contesto ha urlato forte anche l’ex candidato sindaco Michele Cannizzaro. «Non posso dire sì a una giunta che non ha maggioranza, pilotata da forze che hanno voluto gestire la cosa pubblica in casa altrui. Nè posso governare con chi ha determinato il disastro di questa città e pensa di potermi gestire politicamente con una pistola puntata alla nuca. Possibile che si parli di poltrone e nessuno tocchi il tema finanziario?».

s.lorusso@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?