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Potenza, ultime ore per la soluzione
La città capoluogo in un drammatico impasse

Basilicata

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POTENZA - Dopo gli strappi del fine settimana - tra sindaco e Pd, tra sindaco e un pezzo di destra, tra Pd e Pd - la giornata di ieri è trascorsa senza scossoni evidenti. Il clima era quello della preparazione, dello studio in posizioni di difensiva.
Oggi l’appuntamento in consiglio comunale sarà determinante per capire quale sorte toccherà all’amministrazione di Potenza. Il piano per il trasporto pubblico locale all’ordine del giorno è uno dei provvedimenti più importanti in discussione, sia per il risparmio che il piano potrebbe procurare alle casse comunali, sia per il destino dei numerosi lavoratori del servizio. La settimana scorsa il piano era stato rinviato proprio in vista della imminente costituzione di una giunta che - era stato assicurato - sarebbe arrivata entro lunedì. Poi l’accelerata delle ultime ore ha finito con il disgregare il quadro. L’ultima frattura si è consumata sulla proposta di una giunta fatta di interni che il sindaco di Potenza ha presentato ai partiti, completa di nomi scelti nel consiglio. «Avendoci messo la faccia - ha spiegato De Luca - chi meglio dei consiglieri potrebbe dare slancio alla strada di rinascita del capoluogo?». È da settembre che De Luca chiede sostegno in modo trasversale, che spiega di non poter tirare avanti senza maggioranza. Non con una città in dissesto, in cui la povertà cresce e gli spazi di manovra finanziaria per costruire sviluppo sono assenti. Da mesi chiede a tutte le forze in consiglio di costruire un governo di larghe intese, ma l’impresa si è rivelata decisamente più complessa delle aspettative. Centrosinistra maggioranza in consiglio comunale, governo sostenuto dal centrodestra. In gergo, anatra zoppa. Da parte di tutti è arrivata adesione a superarla, ma poi trovare la quadratura è stato impossibile.
Lo stallo maggiore nasce in casa dem. Da un lato il pezzo di partito più vicino a Roberto Speranza e all’ex sindaco Vito Santarsiero, che non ha accettato l’ingresso in giunta di consiglieri Pd. Dall’altro l’area renziana che contesta alla prima di decidere senza averne titolo, visto il congresso non celebrato e l’assenza di discussione interna.
Nel frattempo il quadro si è complicato anche a destra, dove le forze che hanno sostenuto De Luca fin dal primo turno elettorale hanno opposto una grande resistenza allo schema di governo di coalizione, così come era stato proposto dal sindaco: troppo schiacciato sul centrosinistra.
Così Fratelli d’Italia si inserisce in queste ore di attesa e rilancia quella che ritiene l’unica opzione possibile: un governo composto con gli ex candidati sindaco.
Nella proposta di una giunta di interni c’è un errore di fondo, spiega Luciano Petrullo, portavoce cittadino di FdI: «Affrontare una congiuntura grave, se non drammatica, presuppone competenza, autorevolezza, capacità che, senza fare valutazioni personali, non sembrano tutte parimenti presenti». Per evitare di portare i nuovo la città al voto c’è solo una via possibile: «La giunta dei sindaci che sommerebbe quelle caratteristiche, impegnando i partiti senza dare l’impressione di voler scannarsi per le poltrone». Non è la prima volta che il partito lancia l’idea, ma questa volta l’appello è diretto a Luigi Petrone, a capo della coalizione di centrosinistra. «Petrone deve farsi carico delle sorti del Pd pilotandolo verso posizioni responsabili, aderendo all’unico progetto che si presenta fattibile, quale quello del governo dei sindaci». Altrimenti - chiede Fratelli d’Italia -il Pd spieghi perché questa idea non può essere realizzata.

s.lorusso@luedi.it

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