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Chi comanda nel Pd?

Basilicata

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BISOGNA ammettere che Fratelli d’Italia ha ragione a prendere le distanze dal Pd nella vicenda potentina. Se dovessi fare la cronaca degli ultimi giorni avrei difficoltà a sintetizzare le capriole alle quali ci hanno fatto assistere. Giunta di interni, giunta di esterni, giunta quasi fatta, giunta tutta da rifare... in un crescendodi incredulità rispetto all’aspettativa di un tragitto amministrativo che si sarebbe dovuto costruire con pazienza e mediazione, viste le forze politiche in campo. Un quadro zoppo, che andava ricomposto con un grande senso di responsabilità e di fatica civica. Certo, precipitarsi a fare una Giunta all’indomani del voto non fu indicativo – da parte del sindaco e di chi lo sostiene - della volontà di collaborare per il bene della città. E il ravvedimento tardivo è di sicuro frutto della consapevolezza di essere incastrati.
Ma questa è la politica. Per rimanere all’ultima settimana, ancora nessun cittadino (ammesso che abbiano interesse a saperlo, ne dubito) ha capito qual è la posizione del Pd. Evidentemente perchè non c’è una posizione del Pd, all’interno del quale, a Potenza come a Matera, si sta giocando una partita di leadership tra correnti.
In questi mesi a Potenza (a parte qualche posizione sporadica) non c’è stata l’affermazione di una distinzione innanzitutto valoriale del Pd rispetto a una destra alleata di Salvini (piena condivisione a chi a Palermo lo ha preso a pesci in faccia). Non è un aspetto secondario, né è svincolato dalla concretezza. Le scelte per una città – soprattutto difficili – si fanno sulla base di una visione, non in maniera contabile universalmente valida.
Ma, poiché in questo momento – purtroppo per l’Italia - non c’è aria di differenze, il Pd nostrano ha regalato al centrodestra su un piatto d’argento la possibilità di gonfiarsi il petto: noi con gli artefici della bancarotta non ci stiamo. Hanno torto? Secondo me no. Anzi. Se si dovesse andare a votare a maggio il centrodestra avrebbe concrete possibilità di fare il pienone e non è un caso che Fratelli d’Italia stia tirando la corda.
Quale sarebbe il vantaggio politico di fare una Giunta col Pd? All’ordine del giorno c’è un massacro sociale, tagli, licenziamenti, razionalizzazioni. Dunque dovrebbero andare a nozze col nemico senza averne neppure un ritorno in termini di consenso. E bene fanno a ricordare al sindaco De Luca che sono stati loro a sceglierlo come candidato. Il quale sindaco ha problemi di orientamento nel Pd, e non per sua scelta.
Il segretario regionale Luongo? Pittella? Speranza? La testa d’ariete è Iudicello, segretario cittadino scaduto. Pitella è il governatore, Speranza è uomo forte del Pd nazionale, ponte con Renzi ma di certo non renziano come Pittella. Ed è in questa geografia di bilanciamento di leadership che si gioca la partita su Potenza. Esattamente come a Matera, dove a complicare le cose c’è l’ulteriore divisione dei renziani (per intenderci quelli che hanno scelto come interlocutore direttamente Pittella e non la senatrice Antezza). Con l’aggiunta di un paradosso e cioè che il sempre più simpatico Luca Braia – eternamente in corsa e puntualmente messo in discussione - rischia di rimanere vittima delle strategie politico elettorali di casa sua. Maria Antezza detta la linea della sua corrente, senza mollare la presenza né sulla città né sulla regione. Né, in prospettiva, sul Parlamento. Una durissima. L’eventuale ingresso di Braia in giunta regionale basterebbe a far convergere la corrente Antezza sulla candidatura di Adduce evitando le primarie? L’ipotesi è, ad oggi, assai improbabile. Anche se nel Pd le cose cambiano più velocemente delle previsioni del tempo. A Matera c’è addirittura un problema di tempi sui patti. Per capire a che livello è la fiducia e la lealtà all’interno del Pd. Così come lo schema che pure circola – si facciano le primarie tra Braia e Adduce, chi perde sostiene il vincitore e viene ricompensato con un posto in giunta regionale – non so quanto possa ledere la reputazione politica di Salvatore Adduce.
Insomma, sulla scorta dei risultati raggiunti, Adduce avrebbe la possibilità in questo momento di candidarsi a sindaco di qualunque città italiana. Avrebbe meno difficoltà che a Matera.

l.serino@luedi.it

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