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Il piano del trasporto approvato in consiglio comunale
Cannizzaro ai lavoratori: «Raccomandati in molti casi»

Basilicata

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POTENZA - Accuse reciproche di responsabilità, continui paragoni su chi ha fatto cosa, meglio o peggio, ieri o oggi.

In questo clima di tensione – per di più in quadro amministrativo ancora incerto - sotto gli occhi attenti di cittadini, lavoratori e qualche comitato di quartiere, è stato approvato ieri in consiglio comunale il piano trasporti della città di Potenza. Restano confermate le cifre illustrate dall’assessore comunale al ramo Bellettieri.
Il nuovo piano sarà di 1.342.543 chilometri su gomma – il 50 per cento in meno di quelli attuali - avrà 35 linee in tutto (8 urbane, 6 scolastiche, 5 suburbane e 16 rurali), si baserà su una mobilità a raggiera con fulcro in Piazza Vittorio Emanuele II e percorsi dalla periferia ai quattro maggiori poli attrattori (ospedale, Asp, agenzia delle entrate, uffici regionali) e viceversa, per un costo di 5 milioni e 383 mila euro.

Le scale mobili di S.Lucia apriranno non appena entrerà in funzione il piano di esercizio. Ciò non si traduce in un mantenimento dell’intermodalità intesa come interscambio tra impianto meccanizzato e gomma su cui si fondava il precedente piano dell’amministrazione Santarsiero ma un diverso approccio, basato sull’utenza che non ha accesso diretto agli impianti meccanizzati.

Il costo delle scale mobili nella sua totalità è pari a 3 milioni 319 mila euro. Le frequenze e gli orari di partenza saranno divise per due fasce orarie: 7.00/14.00 e 15.00/22.00, con autobus ogni 30 minuti nella fascia mattutina e ogni 60 in quella pomeridiano, eccetto i festivi, quando la frequenza sarà di un autobus ogni ora anche la mattina. A queste linee si potrebbero aggiungere altre 3 di cui una S.La Macchia/XVIII Agosto e l’altra Bucaletto/Ospedale/Regione per 1.635.000 chilometri urbani e 413.300 chilometri rurali per un costo di 10 milioni e 590 mila euro qualora dovesse arrivare il contributo regionale.

Un piano perfettibile? «Sicuramente si – dice il sindaco De Luca – Noi lo abbiamo redatto proprio perché, nella consapevolezza che fosse a basso costo, avesse questa elasticità, potesse essere ampliato. Da qui - dice – dobbiamo dunque ripartire perché abbiamo la responsabilità di rispondere a un’esigenza di equilibrio finanziario. Ogni giorno il trasporto attuale costa 45.000 euro. È un’emorragia che ha bisogno di essere fermata con il laccio emostatico». Il contratto con cui è stato fino ad oggi affidato il servizio al consorzio Cotrab è a piè di lista: ogni diseconomia la paga il Comune. Ma con il nuovo contratto, probabilmente con un nuovo gestore con cui il Comune è già in fase di dialogo, sarà tutto diverso.
«I 5 milioni e 400.000 saranno ridotti in fase di gara del 20 per cento con la bigliettazione e la pubblicità a carico del gestore. Questi, aggiunti a quelli delle scale mobili, arriveranno a 8 milioni e 150, con il 50 per cento in meno rispetto al costo storico». Anche per le scale mobili il gestore dovrà sobbarcarsi i costi di energia e manutenzione. E poi i lavoratori. Secondo i sindacati il nuovo piano comporterebbe la perdita di più di 50 posti di lavoro.

«È un’apprensione che comprendiamo – dice De Luca, rivolgendosi direttamente a loro in aula – Oggi il drastico ridimensionamento del piano è perché siamo in una condizione di dissesto in gran parte dovuto ai costi dei traporti». La Regione Basilicata continua ad avere un ruolo cruciale. «Abbiamo avviato una trattativa con i sindacati e l’ente regionale, che non ci ha chiuso le porte ma non può per tempi tecnici erogarci il finanziamento ad horas. E noi questa attesa non ce la possiamo permettere». I lavoratori vengono più volte chiamati in ballo dai consiglieri comunali, tutti concordi nel dover salvaguardare i livelli occupazionali.

È Cannizzaro, però, che ricorda quanto anche la gestione del personale debba prendere una nuova piega, specialmente rispetto a quelle logiche clientelari che in alcuni casi le hanno sottese: «Se abbiamo tanti lavoratori qui oggi, se abbiamo dovuto dichiarare un dissesto, è in gran parte imputabile alle spese per il trasporto pubblico –dice - Quale azienda privata incassa 15.853.000 a fronte di 154 lavoratori. Lavoratori che, diciamolo, in molti casi sono stati raccomandati. Ma quanto ha guadagnato questa impresa? A fronte di 154 posti di lavoratori entrati per motivi vari, ci sono migliaia di giovani disoccupati a Potenza e in Basilicata».

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