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Il consiglio regionale perde il controllo
Gran pasticcio sull'ufficio di presidenza

Basilicata

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POTENZA - Tensione altissima in Consiglio regionale. E ancora più alta nel centrosinistra lucano con Benedetto che preferisce tornare nella “sua” Bernalda invece di partecipare ai lavori consiliari a via Verrastro.

Si mormora di una litigata durissima tra lo stesso Benedetto (sostenuto da tutto il suo partito è cioè Centro democratico) e il segretario regionale del Pd, Antonio Luongo. Per i soliti fatti: Comune di Matera, giunta regionale e presidenza del Consiglio.

E la riunione di ieri nel Palazzo della Regione è diventata la cartina di Tornasole di tutte le tensioni che ci sono in questo momento.
C’era da rinnovare l’Ufficio di presidenza. Ma si sapeva già che non sarebbe avvenuto nulla. Le mediazioni sono ancora in alto mare.

Tuttavia il centrosinistra (e il Pd) aveva tentato di evitare il trucchetto di far mancare il numero legale. E quindi dopo una riunione di maggioranza che (svolta prima che i lavori consiliari cominciassero) si era deciso di fare una comunicazione in cui veniva comunicato il rinvio della votazione per tentare di trovare una mediazione utile prima della seduta del 24 febbraio prossimo. Ma nonostante le buone intenzioni alla fine la seduta è stata comunque sospesa per mancanza di numero legale di consiglieri in aula. A far saltare la riunione l’assenza di numerosi esponenti del Partito democratico (tra cui Giuzio, Castelgrande, Santarsiero, Pittella). Apriti cielo.

Quando la seduta è stata interrotta sono volate anche le urla. E chi non ha urlato ha comunque abbandonato la sala del consiglio regionale visibilmente contrariato come il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli che non nasconde di essere “furioso”. Per usare un eufemismo.

Mollica da parte sua ha invece rimbrottato Lacorazza per la “fretta” nel chiudere il conteggio dei consiglieri presenti in aula. Lacorazza per reazione si è fatto fare il report del tempo in cui la votazione è rimasta aperta. Alla fine risultano 8 secondi. Un tempo ritenuto nella media. Per la cronaca già prima Lacorazza più volte aveva invitato i consiglieri a non abbandonare l’aula. Con poco successo. La verità è che tra distrazioni, dispetti e sciatteria ieri la riunione del Consiglio non è stato uno spettacolo di “alta” politica.

Detto questo c’è da dire che la tensione comunque è tutta figlia dell’incerteza e dei litigi nel Pd e nel centrosinistra. Tra la scelta del candidato sindaco di Matera (oltre alla sfida Adduce - Antezza nel Pd si è messo pure Benedetto che minaccia di fare il terzo incomodo) su cui non si trova la quadratura ci sono tutte le incertezze legate al rimpasto di giunta. Per questo ieri è anche circolata l’ipotesi che la presidenza del Consiglio (su cui è forte la possibilità di riconferma per Lacorazza) possa essere “assegnata” a Franco Mollica dell’Udc. Ovviamente una soluzione che farebbe saltare molti schemi dentro e fuori il centrosinistra.

Detto questo comunque ieri prima del caos il Consiglio ha approvato a maggioranza (con 11 voti favorevoli di Pd, Pp, Ri, Gm e Psi; 4 voti contrari di Pdl-Fi, M5s e Lb-Fdi) una proposta, avanzata dalla Giunta regionale che prevede la proroga della gestione straordinaria dell’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura (Alsia) fino all’entrata in vigore della legge regionale di riforma dell’Agenzia stessa e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2015. Successivamente l’Assemblea ha approvato, a maggioranza (con 13 voti favorevoli di Pd, Pdl-Fi, Ri, Udc, Gruppo Misto, Psi, Lb-Fdi e l’astensione di Perrino del M5s), una mozione proposta dai consiglieri Mario Polese e Vito Giuzio (Pd) e sottoscritta dai consiglieri Rosa (Lb-Fdi) e Pace (Gm) in merito alla iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense.

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