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Pittella accelera, forse rimpasto a breve
E intanto i dem danno il via libera a Braia

Basilicata

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POTENZA - Fumata bianca. C’è stata l’accelerazione sugli accordi interni al Partito democratico lucano. A quanto pare sta passando la linea di Luca Braia in giunta regionale e di tutti i big dem compatti a Matera sulla ricandidatura di Salvatore Adduce alla poltrona di sindaco. Ma tutto questo non favorisce la distensione della tensione nel centrosinistra con il Centro democratico di Nicola Benedetto e Luigi Scaglione sempre più critici.
Intanto nelle ultime 48 ore le diplomazie interne al Pd hanno fatto gli straordinari. Martedì, durante i lavori del Consiglio regionale si è intravisto l’ex assessore Luca Braia “scortato” dal consigliere regionale Vito Giuzio. A quanto pare nel primo pomeriggio ci sarebbe stata al primo piano del Palazzo della giunta una riunione tra renziani con Marcello Pittella e lo stesso Braia.
Cosa si siano detti rimane “secretato” ma è ovvio che il tema è stato quello delle prossime elezioni di Matera e l’eventuale ingresso in giunta dello stesso Braia in cambio del sostegno dei renziani per Adduce di nuovo sindaco (centrodestra e avversari permettendo).
Poi ieri ci sono stati altri incontri con il segretario del Pd, Antonio Luongo a serrare le fila. Da indiscrezioni autorevoli pare che alla fine sia emerso ottimismo. Di più. A quanto pare Marcello Pittella dovrebbe effettuare il rimpasto di giunta a breve. Prima delle comunali di Matera. Lui e Luongo sarebbero i garanti della tenuta dell’accordo su Matera. E i dem materani avrebbero sciolto qualsiasi reiserva nei confronti dell’ingresso di Braia in giunta. Cadute quindi le resistenze che invece erano state poste un anno fa.
Insomma il quadro inizia a semplificarsi. Anche se restano molti dubbi. Perchè Braia riempirebbe solo una casella del nuovo esecutivo. Sulle altre postazioni c’è sempre molta incertezza.
Per il Pd si fa sempre il nome di Vito Santarsiero e di Piero Lacorazza. Su quest’ultimo c’è pressione perchè accetti di fare l’assessore con compiti anche di vicepresidente della giunta. Ma al netto di chi vorrebbe che la cosa fosse già chiusa è lo stesso Lacorazza che pare il meno convinto di tutti. Oltretutto rimane sempre attuale il tema delle dimissioni da consigliere per le indicazioni già presentate nel nuovo Statuto della Regione che dovrebbe essere approvato entro il prossimo settembre.
Fosse tutto sereno non sarebbe accaduto quello che è accaduto martedì sera con il Consiglio regionale sospeso per mancanza di numero legale mentre una parte del Pd aveva lavorato nel primo pomeriggio proprio per evitare la chiusura dei lavori in anticipo prima di parlare del rinnovo dell’Ufficio di presidenza. Cariche annuali quelle del presidente, dei due vice e dei segretari “scadute” (anche se il regolamento consente di andare avanti fino all’elezione) dallo scorso 16 gennaio.
Da questo punto di vista si segnalano scontri tra Pd e alleati. In particolare con Centro democratico. Nicola Benedetto che si è formalmente iscritto alla competizione per diventare sindaco di Matera non “accetta” che tutto sia deciso dal Pd. Che Benedetto aspiri da tempo alla nomina di assessore regionale o in seconda battuta di presidente del Consiglio è risaputo. Ma gli accordi intestini ai dem pare abbiano chiuso la strada per una nomina del dirigente di centro democratico. Per questo è scontro.
E ieri Luigi Scaglione, segretario regionale di Centro democratico in una nota ha ribadito: «Non c’è un conflitto personale ma una questione politica che attiene ai rapporti tra il pd e il nostro partito nella sua interezza».
Scaglione quindi “denunciando” la mancata convocazione del tavolo politico regionale attacca: «Si tratta di comprendere che i processi politici vanno governati ed in questo momento il rapporto dentro il Centrosinistra è viziato dalle continue fughe in avanti delle diverse anime del maggior partito della coalizione».
«La instabilità generale - prosegue Scaglione - a dispetto dei buoni propositi di azioni di governo che rispondano ai bisogni dei cittadini lucani e nonostante gli apprezzabili sforzi del presidente Pittella, parte dalla Regione ed attraversa le vicende amministrative di Potenza e quelle future di Matera per finire ai tanti Comuni dove si voterà per il rinnovo delle amministrazioni. Non c'è dunque un problema che riguarda il nostro consigliere regionale e il ridurre tutto ad una esigenza di posizionamento personale o ad uno scontro fuorviante è pregiudizievole di qualsiasi rapporto all'interno dello schieramento in cui continuiamo a credere per condividere la risoluzione di tanti problemi regionali al pari di quello che Centro democratico sta facendo a livello nazionale».
Scaglione quindi parlando di contatti con il Pd nazionale «acui facciamo notare questa dicotomia» sottolinea critico che in Basilicata c’è «un Pd che non fa chiarezza di ruoli e funzioni, che agita lo spettro di allargamenti istituzionali, che minaccia o alza la voce anche quando si lavora a soluzioni di mediazione condivisa, che anche nei suoi vertici nazionali con le ricadute locali lavorano ai fianchi per rafforzare la propria componente più che il partito guida, non è certo riconoscibile come guida autorevole».
Critico Scaglione anche su Matera dove «non si riesce a trovare la quadra su una candidatura condivisa e si strumentalizzano le disponibilità personali per lavorare ad escludere invece che includere. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedere anche a noi come la pensavamo pur sapendo del ruolo che svolgiamo in quel contesto».

s.santoro@luedi.it

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