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Fratelli d’Italia in rivolta
«De Luca, serve una verifica»

Basilicata

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POTENZA - Ormai secondo il portavoce dei Fratelli d’Italia di Potenza, Luciano Petrullo, il “loro” sindaco è ostaggio del Pd, «trattenuto per gli attributi da un partito senza scrupoli». Perché a sinistra cercavano soltanto di guardagnare tempo «e qualche stolto glielo ha dato», si lascia scappare il consigliere comunale Alessandro Galella. E «quando verranno stabiliti gli equilibri all’interno del Partito democratico, si metterà di nuovo tutto in discussione», profetizza Donato Ramunno, il consigliere provinciale. Perciò «se De Luca rimane il garante di quel progetto di cambiamento che gli è stato affidato ad aprile, bene». Sintetizza il coordinatore regionale Basilicata Gioventù Nazionale Canio Sinisi. «Altrimenti ciao».
De Luca bis, il giorno dopo. La questione è come spiegare alla gente 3 settimane di capriole per tornare al punto di partenza. E se il capogruppo e segretario cittadino del Pd Iudicello ha gioco facile a infierire sui social contro chi «eventualmente pensava di trarre un consenso elettorale dal commissariamento del comune di Potenza», non è così facile nel campo di chi ha scommesso su Dario De Luca, e sperava nel ritorno immediato alle urne per lanciare un’opa sul centrodestra e puntare alla maggioranza del prossimo consiglio comunale.
«Smanie elettorali», le bolla il consigliere comunale Franco Morlino dei Popolari per l’Italia, tra sostenitori della prima ora di De Luca, oggi calati nel ruolo di pontieri col centrosinistra. «Leggo molti fenomeni del commento libero, artisti delle parole in libertà, praticanti del benaltrismo». Insiste il consigliere regionale Aurelio Pace. «Leggo e vedo pochi uomini di azione, gente che si mette in gioco per qualcosa di più dello “struscio” di via Pretoria o per il proprio tornaconto. Eppure mi affido a loro, a quelli che sentono ancora una responsabilità, qualcosa in più di sparare giudizi, anche a pagamento».
Dunque il solco è segnato, e non è facile per il consigliere comunale Giuseppe Giuzio provare a rovesciare la prospettiva. «Il centrosinistra, finalmente, metabolizza la sconfitta elettorale, prende atto degli errori del passato e riconosce, come detto, i meriti dell’operato del sindaco e dei suoi 4 consiglieri che lo hanno sostenuto e De Luca incassa un consenso meritato sul campo, portando a casa una nuova maggioranza consiliare».
Chi “abita” sui social gli chiede fino a che punto sia convinto di quello che dice. Magari in strada le ragioni di chi crede che serva una guida forte per traghettare il Comune attraverso il dissesto fanno presa di più. Eppure il dato resta dei tanti che storcono il naso, e sostenengono il bisogno di una verifica a stretto giro tra Fratelli d’Italia e primo cittadino.
«Spero solo che il sindaco non si presti ai giochetti di potere visti in questi venti giorni e tiri dritto per la strada che ha intrapreso ieri senza sbandamenti che non gli saranno più perdonati». Minaccia Ramunno. «In caso contrario sarebbe meglio fermarsi piuttosto che ribaltarsi».
«Come può una persona - rincara la dose il portavoce cittadino dei Fratelli d’Italia Petrullo - passare dall’austera e radicale rigidità morale a un personaggio buono per ogni coalizione, purché si vada avanti, rimane un mistero imperscrutabile, sempre che non adottiamo il principio dello sconfinato amore per la coppola».
«Credo che ora il sindaco - prosegue Petrullo - debba chiarire alla destra cosa ha fatto in questi mesi, perché è stato fatto e cosa significa la soluzione finale, che appare tanto goffa quanto rabberciata, una toppa a una falla aperta con ben altre, non condivisibili, intenzioni. A guardare tutta la commedia verrebbe da sorridere, non ci fosse da incazzarsi di brutto. La posizione della destra seguirà i dovuti chiarimenti».
«Dopo venti giorni di tira e molla nauseante - è il commento amaro di Canio Sinisi - un po’ abbattuti e delusi da tutto quello che è successo in questi otto mesi, diciamo a De Luca: visto che non ti vuoi dimettere, visto che le altre soluzioni non erano percorribili, andiamo avanti con questa giunta a cui una parte maggioritaria di consiglio comunale ha dato fiducia (che poi è la stessa parte maggioritaria che l'aveva messa in discussione) (...) se De Luca, ogni ora e ogni momento, continua a prendere le distanze da Fdi, dai nostri toni, dalle nostre richieste di verità e dalle nostre posizioni amministrative noi ci accomodiamo fuori. E Dario De Luca diventerà il sindaco del Pd. Ammesso che ne abbia il coraggio».
L’amore sbocciato meno di un anno fa durante la festa al comitato elettorale di viale Dante sembra già finito. E nemmeno San Valentino ha potuto farci nulla.

l.amato@luedi.it

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