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Il "mantra del Municipio"

Basilicata

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LA crisi al Comune di Potenza avrà visto il suo epilogo: riconferma della prima giunta De Luca, fino al congresso del Pd.
La soluzione non invalida certamente questo articolo, che ha alcuni obiettivi. Tra l’altro mettere in evidenza la linearità di alcuni esponenti regionali del Pd nel giudicare l’operato del loro partito al Comune di Potenza, dove la linea politica è stata dettata dal capogruppo Giampiero Iudicello – e non solo – che si è accollato tutta la responsabilità della sua azione, anche di Segretario cittadino del Pd.
Lo dico subito: al Comune di Potenza è riesploso il contrasto tra il renziano Marcello Pittella, Salvatore Margiotta ed i loro amici contro la rimanente parte della Cupola Rossa, e cattocomunismo, vale a dire gli amici dell’ex sindaco Santarsiero e il capogruppo alla Camera Speranza (...) A riaccendere il fuoco è stato – gradita sorpresa – il consigliere regionale Vito Giuzio. Noto imprenditore, costui, ha lasciato un segno positivo nella città di Potenza, con le sue iniziative nel campo dei lavori pubblici: non avrei mai immaginato che avrebbe lasciato il segno anche nel suo partito (...)
Papale papale, Vito Giuzio, ha sostenuto che al Comune di Potenza, la confusione ha raggiunto livelli assolutamente non più sostenibili, poiché il suo partito si è infilato in un vicolo cieco che ha prodotto esclusivamente problemi ai cittadini, con una linea politica “incomprensibile ed oltremodo ingiustificabile” (due aggettivi capaci di distruggere anche un ippopotamo politico – ndr) in quanto si è continuato «a ripetere come una mantra che non si è attaccati alle poltrone e che si è tutti pronti ad offrire il proprio contributo per il bene della città, mentre la risultante pratica è esattamente opposta». Così quindi, Vito Giuzio.
Domanda di rito: chi è il mantra di turno? (...)
Nella dichiarazione di Giuzio, il nome non c’è e noi siamo stati costretti a rileggere alcune pagine di giornali, per scoprire chi è il “Mantra del Municipio”. La prima a parlarne è stata la “Pasionaria” di “Rivolta l’Italia” di Basilicata, quell’avvocatessa potentina verace, che in quest’ultimo mese, con una serie di dichiarazioni pubbliche, si è imposta alla stampa con critiche “ferro e fuoco” che hanno colpito alcune linee politiche, attaccando, tra l’altro, i suoi avversari a muso duro (...) trasformandosi così da “Pasionaria” a vera “Leonessa”. Parlo della portavoce di “Rivolta l’Italia” di Basilicata Dina Sileo, che mercoledì 11 ha invitato il Sindaco De Luca ad assumere una posizione coraggiosa costituendo finalmente la Giunta del Sindaco, ma non certamente di centrosinistra, ma improntata ad un preciso disegno amministrativo. Involontariamente, infatti, Dina Sileo, ci svela chi è il “Mantra del Municipio”, quando invita il Sindaco a “sfidare” il PD ed il suo capogruppo al Consiglio Comunale e si renderà – ha scritto Sileo – anche conto di quanto sia infida, falsa e bugiarda la politica di Iudicello che, dopo aver affermato di non “avanzare nessuna richiesta, ne personale, ne partitica” puntualizzando “di non avere nessuna preclusione su singoli individui o schieramenti” ha fatto fallire il suo disperato tentativo di realizzare una Giunta istituzionale, adducendo motivazioni politiche semplicemente ridicole ed incomprensibili.
Dubbi a parte, toccherà a Michele Cannizzaro, sciogliere definitivamente il nodo. E’ stato un vero leone nel Consiglio comunale di Potenza, con i suoi attacchi continui e terrificanti alla politica del Pd, dimostrando di aver assunto un ruolo simbolo nell’azione anti Cupola Rossa, anti cattocomunismo.
Ho appreso che è stato minacciato. Niente paura, comunque, perché lui è forte, ha resistito ai pregiudizi cattivi della metà dei potentini, ha risposto con un’azione degna dei migliori lottatori in difesa proprio dei potentini, con uno stile ed un comportamento degno di nota: Michele Cannizzaro, colui che salvò le casse dell’Ospedale San Carlo da rapinatori e ladri, colui che nell’ultimo Consiglio comunale di Potenza ha dimostrato – cifre alla mano – come sia stata assurda, impolitica e disonesta, la politica delle amministrazione passate di centrosinistra.
Cannizzaro, infatti, anticipando le critiche mosse da Giuzio, nei confronti del suo partito, ha dimostrato tutta l’ipocrisia del Pd, riportando – in una sua dichiarazione alla stampa del 31 gennaio – la frase completa uscita dalla bocca di Iudicello, dopo le dimissioni del sindaco De Luca, in una conferenza stampa, che giustifica tutta l’ira di Vito Giuzio (...)
Ecco quindi la verità che cercavamo, dalle testimonianze di Dina Sileo e Michele Cannizzaro, il “Mantra del Municipio” è uscito fuori, ed ha un solo nome: Giampiero Iudicello.
Che gratta gratta, altro non è se non l’emblema di quella “Allegra Brigata”, di cui Lucia Serino ha parlato giovedì in un redazionale quanto mai edificante, dove ha messo in evidenza tutto il dramma di una società umiliata ed offesa da “brigatisti” nascosti in ogni angolo della comunità potentina.
Ultima considerazione: miracolo al Comune di Potenza. La destra, dopo decenni di liti e di contrasti, ha ritrovato l’unità, sia pure attraverso un documento, segnando un momento storico di cui non può non andare fiero. Quanto ai resti del centrosinistra e le loro divisioni interne, beh, di chi è la colpa?, lo sapremo nei prossimi mesi.

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